In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

Aumento di capitale da 550 milioni per Virgin Cruises

La sfortunata compagnia crocieristica di Mr. Branson paga l'esordio allo scoppio della pandemia, ma anche la poltica di voler vendere al solo pubblico anglosassone, perdipiù vietando l'accesso ai minorenni. Le crociere in Europa vanno così male che ora a bordo sono accettate anche le famiglie

Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura

Monfalcone - La compagnia crocieristica statunitense Virgin Voyages ha annunciato un significativo aumento di capitale per mettere a posto i propri conti provati dalla crisi dovuta alla pandemia. La società di Richard Branson d’altronde è stata davvero sfortunata, visto che quando si è diffuso il coronavirus, si stavano svolgendo gli eventi inaugurali per il debutto della sua prima nave, la "Scarlet Lady". La società comunica di aver già portato a termine finanziamenti per un valore complessivo di 550 milioni di dollari: questa operazione è stata guidata da Blackrock a cui hanno partecipato sia nuovi soggetti sia i soci Bain Capital e Virgin Group. In aggiunta la compagnia ha ricevuto un “ulteriore e continuo” supporto dai finanziatori che già l’avevano sostenuta.

L’operazione, in cui Goldman Sachs ha operato come principale agente per il collocamento, ha l’obiettivo di “sostenere la sua strategia di crescita” e “rafforzare ulteriormente la sua posizione finanziaria” in una fase in cui la domanda “sta riguadagnando slancio”. Infatti la compagnia ha osservato un notevole sviluppo delle prenotazioni negli ultimi mesi e ha spiegato di guardare con ottimismo al futuro, anche grazie al pensionamento definitivo del programma Covid dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) degli Stati Uniti, che classificava le navi a colori in base alla situazione sanitaria a bordo e di tutta una serie di prescrizioni sostituite solo con una serie di raccomandazioni. Però decisiva è stata la decisione di Virgin di rimuovere il mese scorso il test Covid pre-crociera che ha smosso una domanda sommersa frenata da questa sgradevole incombenza. Infatti, se la nave posizionata ai Caraibi (la "Scarlet Lady") andava abbastanza bene, le prenotazioni scarseggiavano per le navi destinate al mercato europeo.

In effetti nel Mediterraneo Occidentale alcune partenze di "Valiant Lady" hanno fatto registrare solo 700 ospiti per viaggio. Ancora più fiacca la risposta del mercato per i viaggi inaugurali di "Resilient Lady" che dovevano partire questo mese da Atene, tanto da costringere Virgin a rinviare il debutto della nave al prossimo anno. Questo nonostante l’unità sia stata completata nei tempi previsti dallo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Ovviamente questa iniezione di capitale non potrà che far piacere al gruppo della navalmeccanica, che deve portare a termine ancora la costruzione della "Brilliant Lady", quarta nave delle flotta Virgin. Ormai la compagnia ha festeggiato il suo primo anno di operatività, quindi sta iniziando ad aggiustare la sua offerta per rendere più competitivo il suo prodotto.

Quest’ultimo era tarato per una fascia d’età limitata fra i 18 e i 40 anni, e per questo motivo per incrementare le prenotazioni delle famiglie sono state lanciate a partire dall’estate delle promozioni per poter portare a bordo anche i minori, cosa che era vietata visto che il marchio era espressamente concepito per soli adulti. Inoltre la decisione di Virgin di vendersi solo sui mercati di lingua inglese (Stati Uniti, Grand Bretagna ed Australia) ne ha limitato la capacità di riempire a sufficienza le navi a cui va aggiunta la scarsa presenza anche sul mercato delle agenzie.

I commenti dei lettori