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La sentenza

L’Art deve sentire il vettore prima di sanzionarlo

Lo scorso 24 novembre il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza (la 10359/2022) sull'applicazione delle regole del giusto processo al procedimento sanzionatorio per violazioni del Regolamento Ue 1177/2010 che tutela i diritti dei passeggeri via mare

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Antonella Turci, partner dello Studio Legale Turci

 

Genova – Lo scorso 24 novembre il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza (la 10359/2022) sull'applicazione delle regole del giusto processo al procedimento sanzionatorio per violazioni del Regolamento Ue 1177/2010 che tutela i diritti dei passeggeri via mare.

In particolare, il Consiglio di Stato ha accolto la censura della Forship (societòà della compagnia di navigazione Corsica-Sardinia Ferries, assistita dallo Studio Legale Turci di Genova) secondo la quale violerebbe il diritto ad un "giusto procedimento" l'interpretazione del regolamento dell’Autorità di Regolazione dei trasporti laddove non permettesse l'audizione davanti al il Consiglio dell'Autorità, organo che decide se irrogare o meno la sanzione, bensì solo di fronte all'Ufficio Vigilanza, ufficio che istruisce la pratica, con violazione del principio di separazione tra funzione istruttoria e decisoria.

Inoltre, i giudici di Palazzo Spada hanno rilevato come le conclusioni dell'Ufficio Vigilanza non fossero mai state previamente comunicate al vettore, che quindi si è ritrovato privato della possibilità di chiarire gli elementi di fatto della vicenda allo stesso organo giudicante, e quindi potenzialmente di ottenere una decisione diversa e ad esso favorevole.

Questa violazione del procedimento ha comportato che lo stesso Consiglio dell’Art abbia avuto solo un quadro parziale dell'evento, quello dell'Ufficio Vigilanza, senza un confronto con l'operatore economico, che avrebbe permesso di chiarire gli elementi più complessi della vicenda.

Pur essendo, a parere dei legali dello Studio Turci, questa violazione già di per sé sufficiente a giustificare l'annullamento della sanzione, il Consiglio di Stato ha nel merito prospettato la non infondatezza della tesi difensiva secondo la quale, qualora le procedure di imbarco dei passeggeri siano già state ultimate, non sarebbe ragionevole interpretare il diritto dei passeggeri ad avere il trasporto alternativo verso la destinazione finale o il rimborso del biglietto nonché lo spuntino e bibita omaggio in caso di ritardo nella successiva partenza.

In questo caso infatti il passeggero è già a bordo, con la possibilità quindi di godere dell'assistenza del personale, passeggiare per la nave, usare i servizi e poter acquistare tutto il necessario; mentre sarebbe ben più problematico consentire al passeggero già imbarcato di scendere, col rischio di ritardare ulteriormente la partenza della nave.

Il Consiglio di Stato sottolinea infatti come le citate norme del Regolamento abbiano l'evidente fine di tutelare i passeggeri che si trovino sulla banchina del porto (spesso prive di sufficienti servizi in caso di lunghe attese) in attesa dell'arrivo della nave, e come la situazione del passeggero già imbarcato sulla nave il quale può usufruire di tutti i servizi offerti a bordo non possa essere equiparata a quello che attende in banchina.

La tutela della libertà contrattuale e dell'integrità psicofisica del singolo passeggero dev'essere bilanciata con la tutela delle libertà degli altri passeggeri, che una volta imbarcati fanno affidamento su una prossima partenza della nave.

Infine, lo stesso Regolamento 1177/2010 per il ritardo all'arrivo (solo eventuale, in caso di ritardata partenza) prevede una mera compensazione economica, che spetterà al passeggero se la nave dovesse effettivamente raggiungere la destinazione oltre l'orario previsto.  La Forship è stata assistita davanti al Consiglio di Stato dalla partner Antonella Turci, coadiuvata dagli associati Federico Remorino e Guglielmo Bonacchi.

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