Moby: Unicredit respinge le accuse, valuta azioni legali

Unicredit respinge «immediatamente e con forza» quelle che definisce «gravi e infondate accuse» arrivate di recente da Moby. Il 17 ottobre scorso la banca ha ricevuto «formale diffida da parte dei bondholders a non liberare le ipoteche sulla “Moby Wonder” e la “Moby Aki”»

Milano - Unicredit respinge «immediatamente e con forza» quelle che definisce «gravi e infondate accuse» arrivate di recente da Moby. In una lettera inviata ai vertici della compagnia di navigazione che l’Ansa ha visionato, l’istituto in qualità di security agent, sottolinea che «sono in corso analisi approfondite circa la valutazione del danno arrecato, nonché alla individuazione delle idonee azioni dirette alla tutela della reputazione» della banca, dei propri funzionari e «degli interessi dei propri soci».

Nella lettera Unicredit ribadisce che «nessun addebito può essere fondatamente mosso» alla banca e quindi respinge «qualsiasi pretesa risarcitoria. Al riguardo, tra l’altro, - scrive l’istituto - non capiamo su quali basi possiate imputarci una responsabilità per i danni derivanti da possibili vostri inadempimenti nei confronti di Dfds, posto che avete negoziato termini e condizioni in totale autonomia senza tener conto dei tempi dell’istruttoria dovuta per la liberazione delle garanzie. Istruttoria peraltro da compiere - fa notare la banca - in un momento in cui vi era grande attenzione da parte dei creditori sulla situazione del gruppo». Il gruppo, nel ripercorrere le fasi della vicenda, ricorda che in qualità di Security Agent si «è immediatamente attivato per la fase di istruttoria funzionale alla delicata e complessa valutazione, attivando anche la consultazione con le banche finanziatrici» ricevendo anche il 17 ottobre scorso «formale diffida da parte dei Bondholders a non liberare le ipoteche sulla “Moby Wonder” e la “Moby Aki”». «L’istruttoria - si legge nella lettera - è proseguita in maniera serrata, anche per il tramite dei rispettivi consulenti legali, che si sono incontrati anche il 25 ottobre per ribadire e integrare condividere la lista di informazioni - già richiesta il 18 ottobre e pressoché ignorata - e i documenti necessari per consentire la valutazione». Infine il «27 ottobre la società ha comunicato alla banca l’elenco dei chiarimenti che era disposta a fornire e i tempi necessari per fornirli. Purtroppo la decisione dell’armatore danese Dfds è stata assunta e comunicata - viene sottolineato nella lettera - il giorno dopo e al riguardo comprendiamo la vostra frustrazione e ne condividiamo il dispiacere».

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