Conte a Confitarma: «Il vostro futuro sia green» / GALLERY

Roma - Le richieste sono molte, e non sorprende che non tutte abbiano ottenuto una risposta. Ma il solo fatto che all’assemblea di Confitarma fossero presenti il presidente del Consiglio, due ministri e un sottosegretario, è indicativo del cambio di rotta che il governo ha voluto imprimere al rapporto con lo shipping

di Francesco Ferrari, inviato

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Roma - Le richieste sono molte, e non sorprende che non tutte abbiano ottenuto una risposta. Ma il solo fatto che all’assemblea di Confitarma fossero presenti il presidente del Consiglio, due ministri e un sottosegretario, è indicativo del cambio di rotta che il governo ha voluto imprimere al rapporto con il mondo dell’armamento.

Giuseppe Conte lo dice senza mascherare l’obiettivo, rispondendo al presidente Mario Mattioli, che poco prima aveva provocatoriamente chiesto al mondo della politica se l’Italia oggi possa «definirsi davvero nazione shipping friendly»: «Certo che sì - scandisce il premier dal palco dell’auditorium di Confindustria - ma a patto che alla parola shipping si aggiunga l’aggettivo green». Eccolo, il tema che potrebbe sancire il disgelo fra governo e trasporto marittimo: l’ambiente.

Non è un caso che il ministro Sergio Costa (tra l’altro annunciando l’apertura della direzione del Mare presso il suo dicastero) sia intervenuto su due punti cruciali: normativa Imo 2020 e gas naturale come alternativa ai carburanti fossili. Nel primo caso, Costa lancia una sfida agli armatori: «Da gennaio le navi dovranno ridurre il contenuto di zolfo del carburante allo 0,5%. Perché non lavoriamo insieme per ridurlo a 0,1%, come succede per esempio nel Baltico? Conviene a tutti ragionarci ora, perché prima o poi arriverà qualcuno a imporcelo. L’Italia rischia di farsi trovare impreparata». Seconda proposta: «Il percorso che lo shipping ha intrapreso non può prescindere dalla realizzazione di hub per il rifornimento di Gnl. Scelta che forse la politica, che non ha le vostre competenze, dovrebbe fare su vostra indicazione. Ce lo dicano gli armatori, dove realizzare questi hub». «È una cosa che faremo volentieri - replica al termine dei lavori Mattioli -. Sul sulphur cap allo 0,1% sarei più prudente. Se parliamo di limitazioni, preferirei farlo pensando all’intero Mediterraneo. Altrimenti l’Italia rischia di autoescludersi dai principali collegamenti marittimi».

IL CASO TIRRENIA
Fra le richieste rimaste senza risposta, una in particolare: l’annullamento delle sovvenzioni a Tirrenia. «Destiniamo a un’unica società 72 milioni di euro l’anno, erogati in massima parte per servizi da e per la Sardegna, offerti anche da operatori privati senza alcuna sovvenzione - dice Mattioli chiamando in causa il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli -. È un sistema incompatibile con i principi di concorrenza e liberalizzazione del cabotaggio sanciti dal legislatore europeo ». Appello non raccolto dalla ministra, che nel suo intervento ribadirà invece la volontà di finanziare «sia marebonus che ferrobonus», sempre per ridurre l’impatto dei trasporti sull’ambiente.

Procede intanto il confronto già avviato da Confitarma col precedente governo per un fondo pubblico ad hoc per finanziare attività armatoriali: ieri, dopo l’assemblea, Mattioli e altri esponenti della Confederazione hanno incontrato una delegazione di Cdp.

TASSE E FORMAZIONE
Fra gli ospiti di Confitarma anche il premier albanese Edi Rama, il cui appello agli imprenditori italiani («Msc sta costruendo un terminal crociere, Costa speriamo faccia lo stesso. Venite numerosi, da noi si pagano poche tasse e in alcuni casi non si pagano proprio per i primi 10 anni») gli garantisce l’applauso di tutta la sala, De Micheli compresa: «Rama è un grande amico dell’Italia - replica il sottosegretario Manlio Di Stefano - ma vorrei ricordare a tutti che anche noi stiamo abbassando le tasse». Altro tema nella giornata romana: il lavoro. Se per Conte gli armatori sono un’importante risorsa per «il Mezzogiorno », sono in molti, tra le decine di rappresentanti di accademie e istituti di formazione presenti in Viale dell’Astronomia, a ricordare che gli ultimi tagli del Miur hanno colpito anche loro.

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