Shipping, il valore della produzione cresciuto del 5,3% in tre anni / DOWNLOAD

Milano - Le attività industriali, manifatturiere, terziarie e istituzionali che ruotano intorno al mare sono tornate a crescere sia considerando i valori assoluti di Pil generato che le unità di lavoro attivate nell’indotto.

Milano - Le attività industriali, manifatturiere, terziarie e istituzionali che ruotano intorno al mare sono tornate a crescere sia considerando i valori assoluti di Pil generato che le unità di lavoro attivate nell’indotto. Il valore della produzione «è in crescita del 5,3% nel 2017 rispetto al 2015, così come sono in aumento gli investimenti (+9,4%) e soprattutto le esportazioni (+38,2%) che passano da poco meno di 7 miliardi nel 2015 a oltre 9 nel 2017, grazie soprattutto alle performance dei settori metalmeccanici e della nautica da diporto». Questi i principali risultati del VI Rapporto sull’economia del Mare realizzato dal Censis per conto della Federazione del Mare e presentato oggi al Cnel. Rispetto al 2015, il contributo del cluster marittimo al Pil è rimasto invariato dal punto di vista percentuale (2%) ma è aumentato sul valore assoluto (passando da 32,5 a 34,3 miliardi).

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Dal punto di vista della forza lavoro impiegata dal settore marittimo, poi, lo studio aggiunge che nel 2017 «le unità di lavoro direttamente impiegate dal cluster marittimo sono quasi 185 mila, in leggero aumento rispetto al 2015 (+3,7%)». Le unità di lavoro totali - ossia sia quelle dirette che indirette - nell’arco dei tre anni sono aumentate invece del 5,7% sfiorando le 529mila unità. Si tratta, prosegue il rapporto,«di un contributo rilevante e stabile all’occupazione nazionale, che supera il 2% delle unità di lavoro complessive».

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