Il procuratore antimafia: "Droga in banchina, nessuno è insospettabile nei porti"

Genova - Il procuratore nazionale Federico Cafiero De Raho: "I portuali sono la prima rete che accoglie, occulta e porta all’esterno".

Genova - «Un carico di sostanze stupefacenti, quando arriva in un porto, deve trovare una rete pronta ad accoglierlo. I portuali sono la prima rete che accoglie, occulta e porta all’esterno. E la criminalità organizzata riesce a stringere accordi, trovando soggetti compiacenti». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, nel suo intervento a Festival della criminologia in corso a Genova. «Le reti che accolgono sono costituite da questi soggetti compiacenti che lavorano nel porto e occupano spesso livelli medio alti, non si tratta necessariamente di chi trasporta merce, di chi si occupa del carico e dello scarico», ha aggiunto De Raho. «Nell’ambito di questa attività nessuno è insospettabile. Ad esempio, nel porto di Gioia Tauro era stato scoperto un dirigente della società che si occupava della gestione di questi carichi che usciva dal porto con un’auto, con il nome della società e, nel portabagagli, trasportava un ingente quantitativo di cocaina».

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