Porti tassati, sindacati in trincea: «Il governo non può tacere»

Genova - Cgil e Cisl strigliano l’esecutivo:«Inaccettabile non reagire all’ingerenza Ue». Paita (Italia Viva): «Serve un’azione politica, la ministra intervenga»

di Si.Gal.

Genova - La chiamata alle armi arriva dal parlamento, non dal governo. Almeno per ora. Se i deputati cominciano a muoversi, l’esecutivo sta ancora pensando alla creazione di una task force tecnica per tentare l’ultimo assalto a Bruxelles e provare a limare il provvedimento della Commissione sui porti italiani. Come raccontato ieri dal Secolo XIX/TheMediTelegraph, l’Europa ha pubblicato in Gazzetta la “sentenza”: le Authority italiane non pagano le tasse e per questo falsano la concorrenza tra gli scali del Continente, aprendo nel contempo un’indagine formale.

Pressing sulla De Micheli

Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, è la prima a intervenire: «Serve una risposta unitaria del settore - scrive la parlamentare ligure - L’interpretazione di Bruxelles non tiene conto né del funzionamento del sistema fiscale italiano né della qualità pubblica delle Authority. Serve una risposta unitaria per far valere le ragioni delle autorità portuali italiane». La Paita chiede al governo un’azione politica e per questo “convoca” in parlamento la ministra: «Chiederemo un’audizione in commissione del ministro dei Trasporti e delle categorie interessate al fine di individuare una linea comune di difesa che tenga conto degli argomenti di diritto e di fatto a favore delle Autorità portuali italiane».

Operatori e sindacati in allarme

Ieri Confetra, la confederazione della logistica italiana, ha incontrato la ministra De Micheli. La lista delle emergenze del settore è lunga, ma quella più urgente è lo scontro con Bruxelles: «La Commissione non ha nulla da dire all’Austria sui transiti limitati al Brennero?» Attacca Ivano Russo, direttore generale della Confederazione. «Ribadisco che la natura delle nostre Authority nazionali è puramente pubblicista e regolatoria. E’ un dato che mi sembra sia sfuggito invece nell’analisi della Commissione. Vorrei sapere invece quali iniziative sta assumendo l’Europa rispetto alle palesi violazioni del trattato unico sulla libera concorrenza che l’Austria sta perpetrando con i limiti ai transiti dei camion al Brennero. Quella è una vicenda che grida vendetta! Perchè non è una questione di sostenibilità ambientale:la limitazione infatti vale per tutti, tranne che per i mezzi con origine e destinazione in Austria». Anche i sindacati scendono in campo: «La posizione dell’Ue è un atto che mette in seria discussione l'assetto della legge 84 / 94 e quindi dell'intero sistema portuale italiano - attacca Natale Colombo, segretario nazionale della Filt Cgil - Il nostro modello non va paragonato a quello degli altri Paesi e non va messo in discussione. Il governo non può continuare ad essere in una posizione di attesa». Anche la Cisl è dura: «Se Bruxelles costringesse l’Italia al cambiamento della natura giuridica delle Authority – spiega il Segretario Generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri – diventerebbe automatico imboccare una nuova strada. La riforma Delrio non ha risolto tutti i nodi, ma la società per azioni creerebbe nuovi problemi. Molto un ente pubblico economico».

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