Protesta contro la riforma delle pensioni, porti francesi verso un altro blocco

Dopo 6 settimane di proteste a oltranza, quello di oggi è un test per i sindacati duri e puri come la Cgt che cercano di rilanciare la mobilitazione in calo

Il porto di Marsiglia 'ostaggio' della protesta

Marsiglia - Per la sesta volta dal 5 dicembre i sindacati francesi opposti alla riforma delle pensioni hanno indetto per oggi una «massiccia giornata di mobilitazione interprofessionale di scioperi e manifestazioni» con cortei previsti a Parigi - tra la stazione Montparnasse e Place d'Italie - e in altre città del Paese come Marsiglia o Lione. Dopo 6 settimane di proteste a oltranza, quello di oggi è un test per i sindacati duri e puri come la Cgt che cercano di rilanciare la mobilitazione in calo. L'annuncio del governo, sabato scorso, di ritirare provvisoriamente l'età d'equilibrio a 64 anni - la misura più contestata della riforma - ha infatti contribuito a ridimensionare (e spaccare) il fronte sindacale.

Secondo il quotidiano Libération, per limitare l'impatto sulla busta paga, molti lavoratori in lotta da quasi due mesi potrebbero inoltre cambiare la natura delle proteste, magari con «scioperi a intermittenza» o «occupazioni». Intanto, migliora la situazione nel trasporto pubblico, a cominciare dalla compagnia ferroviaria Sncf a cui lo sciopero sarebbe già costato oltre un miliardo di euro e nella metro di Parigi (Ratp). Per rilanciare il movimento, la Cgt ha anche avviato la battaglia dei lavoratori portuali, con un'operazione chiamata "porti morti" in sette grandi porti transalpini. Nuovi appelli alla mobilitazione, dopo le manifestazioni di oggi, sono stati lanciati per il 22, 23 e 24 gennaio, quando il progetto di legge sulle pensioni passerà al vaglio del Consiglio dei ministri.

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