Tasse Ue ai porti, la Lega si muove in Europa: "Il governo batta un colpo"

Genova - Campomenosi e Rixi all'attacco: "Da mesi denunciamo questo rischio e Roma non ha fatto nulla. Non possiamo farci imporre una privatizzazione degli scali sul modello del Nord Europa".

Genova - “L’inerzia da parte del governo Pd-M5s è grave e preoccupante. Serve un’azione concreta e tempestiva per tutelare interessi strategici del nostro Paese quali quelli legati al mondo della logistica, ma sembra che nessuno tra i giallo-rossi sappia esattamente cosa sia un porto e quale sistema di regole ne disciplini l'attività". La Lega si muove anche in Europa, dopo la pubblicazione della Commissione della decisione di voler tassare le Authority italiane come se fossero imprese. Così all'attacco partono il capo delegazione al parlamento europeo Marco Campomenosi, e il responsabile trasporti del partito Edoardo Rixi.  "Da mesi esterniamo le nostre preoccupazioni sulla tematica della tassazione a livello portuale, ma da Roma nessuna risposta. Dopo i disastri della riforma Del Rio, esigiamo che il modello di governance portuale esistente in Italia e in diverse altre realtà del sud Europa sia difeso per evitare che la Commissione Europea ci imponga l'ennesima privatizzazione di servizi - secondo un modello già in uso nel nord Europa - senza permetterci di considerare la funzione pubblica delle autorità portuali, e difendere gli operatori da oneri eccessivi e continuare ad avere la possibilità dell'intervento pubblico per i doverosi investimenti infrastrutturali che da anni i nostri porti reclamano: abbiamo avuto numerosi incontri a livello nazionale ed europeo e sollevato la questione con la nuova Commissione Europea e la rappresentanza del Governo a Bruxelles, chiedendo un riscontro. L'impegno da parte della Lega per difendere i nostri porti e mantenerli competitivi è massimo, ma purtroppo il Ministro De Micheli e l'esecutivo finora non hanno fatto alcunché. Riceviamo messaggi di grande preoccupazione dal mondo dei terminalisti e da quello delle piccole e medie imprese e delle rappresentanze dei lavoratori. Non c’è più tempo da perdere: il governo, se c'è, batta un colpo”.

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