Russo (Confetra): "Basta gossip. L'emendamento serve a tutto il settore"

Genova - Il direttore della confederazione della logistica: "Le dietrologie non mi appassionano. Altrimenti dovrei rispondere che chi invece si oppone lo fa perché dipendente di operatori contrari alla riforma. Questo livello volgare e allusivo non mi appartiene".

di Si.Gal.

Genova - “Come spesso accade, le discussioni nel nostro settore sembrano surreali. Ci si nasconde dietro presunte questioni di "metodo" per non affrontare il "merito". Ogni legge impatta su dinamiche in corso di svolgimento. Allora non si rifinanzia Industria 4.0 perché attualmente ci sono note e grandi imprese che stanno facendo investimenti in tecnologia e che ne trarrebbero benefici?” Ivano Russo, direttore di Confetra, sta con Assiterminal e con il presidente dell’associazione Luca Becce che ieri ha difeso lo “spirito” dell’emendamento Psa-Sech presentato (e poi ritirato e oggi ripresentato) dal Pd.

Ma il metodo non è un po’ sospetto? Sembra fatto tutto in sordina per un’operazione a favore di due gruppi nel porto di Genova?

“Assolutamente no. Tanto è trasparente il percorso, che ieri il deputato che ha presentato l’emendamento lo ha dichiarato alle agenzie di stampa…”

E sui tempi? E’ una coincidenza che tutto questo pressing arrivi ora che va conclusa la fusione tra Psa e Sech?

“E cosa facciamo? Se una procedura amministrativa dura 2 anni, il Parlamento non può più occuparsi di quella materia per due anni? E se finita un’operazione se ne apre un’altra in un porto diverso, non si legifera mai più? Ma voglio essere ancora più netto. Ammettiamo pure che il caso specifico di Genova ponga le Istituzioni di fronte alla necessità di sciogliere finalmente tale nodo: quale sarebbe lo scandalo? Non hanno forse Governo e Parlamento discusso di una norma sullo "scudo penale" a partire dal caso Ilva Taranto Accerol Mittal? Il livello gossipparo che anima le discussioni nel nostro settore, ribadisco, è avvilente".

Il vostro presidente, Guido Nicolini, è stato manager di un’azienda del gruppo Gip, l’operatore che controlla il Sech. Non c’è conflitto di interesse?

“Ma figuriamoci! Il superamento dell’articolo 18 comma 7 è in cima alle priorità di tutto il settore da anni. E’ un ostacolo al mercato, tanto che sono gli stessi operatori, tutti, a chiedere che venga eliminato. E politicamente ci stanno provando tutti i partiti, a riprova che non si tratta di salvaguardare l’interesse di una parte, ma la competitività di tutto il sistema. Le dietrologie non mi appassionano. Altrimenti dovrei rispondere che chi invece si oppone lo fa perché dipendente di operatori contrari alla riforma. Questo livello volgare e allusivo non mi appartiene. Mi interessa solo il merito".

Anche lei ritiene che quel pezzo della legge danneggi i terminal?

“Dico solo che a mare si possono fare alleanze,oligopoli e cartelli, integrazioni verticali e orizzontali. A terra invece non si possono fare ordinarie operazioni di marger&acquisition per accrescere la massa critica dell'industria terminalistica italiana. Qual e' l'utilità per il nostro sistema portuale? l'Italia è l'unico Paese europeo ad avere una simile legislazione autorestrittiva: è normale? È utile? È ancora attuale dopo 30 anni dalla 84/94? Io penso proprio di no".

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