"La Spezia Shunting Railways ha una sorte già segnata" / EDITORIAL

L'intervento di Davide Santini, avvocato ed ex segretario generale dell'Autorità portuale: "Considerato che la quasi totalità della merce arriva o parte da LSCT S.p.A. e che la maggioranza dei treni sono operati da Mercitalia Rail e che il primo gestore della manovra ferroviaria è Mercitalia Shunting & Terminals, non è difficile immaginare la sorte di LSSR S.p.A. e le ricadute sulla compagine azionaria da cui il Gruppo Ferrovie dello Stato ha già dichiarato di voler uscire"

di Davide Santini*

Genova -

Quali che siano le motivazioni per cui l’AdSP della Spezia ha deciso di cedere la propria partecipazione azionaria nel capitale sociale di La Spezia Shunting Railways S.p.A., certo non sono quelle apparse sulla stampa, vale a dire il divieto di mantenerle posto dalla cosiddetta Riforma Madia o il numero di amministratori, tutti senza compenso, superiore a quello dei dipendenti.

Il Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 - Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - (testo vigente) - Art. 4. Finalità perseguibili mediante l'acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche al comma 1 recita “Le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società.” Il comma 2 precisa “Nei limiti di cui al comma 1, le amministrazioni pubbliche possono, direttamente o indirettamente, costituire società e acquisire o mantenere partecipazioni in società esclusivamente per lo svolgimento delle attività sotto indicate:

a) produzione di un servizio di interesse generale, ivi inclusa la realizzazione e la gestione delle reti e degli impianti funzionali ai servizi medesimi.

Il Decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169 - Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124 - (testo vigente) all’Art. 6 comma 11 recita “Le AdSP non possono svolgere, né direttamente né tramite società partecipate, operazioni portuali e attività ad esse strettamente connesse. Con le modalità e le procedure di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, l'AdSP può sempre disciplinare lo svolgimento di attività e servizi di interesse comune e utili per il più efficace compimento delle funzioni attribuite, in collaborazione con Regioni, enti locali e amministrazioni pubbliche. Essa può, inoltre, assumere partecipazioni, a carattere societario di minoranza, in iniziative finalizzate alla promozione di collegamenti logistici e intermodali, funzionali allo sviluppo del sistema portuale, ai sensi dell'articolo 46 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Le norme sono chiarissime, la prima, legge a carattere generale, non impone alcun divieto quando si tratti di società per la produzione di servizi di interesse generale, qual è il servizio ferroviario portuale, la seconda, che si pone in rapporto di specialità per materia rispetto alla norma generale, consente la partecipazione di minoranza in società finalizzate allo promozione di collegamenti logistici e intermodali, qual è il servizio ferroviario del sistema portuale del porto della Spezia che si estende oltre i confini demaniali, almeno sino all’area di Santo Stefano di Magra dove è appena stata insediata una propaggine operativa delle attività di controllo sulla merce.

L’individuazione di un gestore del servizio ferroviario portuale presuppone l’esistenza di un qualcosa da mettere a gara. La rete ferroviaria interessata è in parte di proprietà di RFI, in parte dell’AdSP, in parte dei terminal raccordati, sia quelli marittimi che quelli inland, tutti soggetti gestori con propri sistemi di sicurezza e relativi documenti e certificazioni.

Oggi l’AdSP è in grado di assegnare il servizio di manovra ferroviaria, limitatamente a quello che si svolge sull’armamento ferroviario di proprietà, ma ovviamente non quello che si svolge su tratte e aree di proprietà altrui o gestite da altri.

Questo significa che il nuovo soggetto non potrà semplicemente indossare le vesti di LSSR ma dovrà avere un abito nuovo di zecca.

Le imprese ferroviarie d’altro canto potranno, come avrebbero peraltro potuto in passato, svolgere la manovra in autoproduzione, svuotando di contenuti il contratto di appalto di servizi, sia per quanto riguarda la manovra primaria, messa a disposizione del convoglio alla stazione capolinea, che per quanto riguarda la manovra secondaria, presa del convoglio e introduzione nel terminal e successiva messa a disposizione al capolinea.

Considerato che la quasi totalità della merce arriva o parte da LSCT S.p.A., che la maggioranza dei treni sono operati da Mercitalia Rail e che il primo gestore della manovra ferroviaria è Mercitalia Shunting & Terminals, non è difficile immaginare la sorte di LSSR S.p.A. e le ricadute sulla compagine azionaria, da cui peraltro il Gruppo Ferrovie dello Stato ha già dichiarato da molti mesi di voler uscire.

Parrebbe dunque che il nuovo acquirente del 20% del capitale sociale di LSSR S.p.A. non abbia fatto un gran affare, ma lo sapremo presto e potremo sicuramente riparlarne.

*Avvocato marittimista, già segretario generale del'Authority portuale della Spezia

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