Mistero sulla dinamica della morte della piccola Chloe, volata dall'undicesimo ponte della nave da crociera

I legali della famiglia: "Era fisicamente impossibile per il nonno esporre la bambina fuori dalla finestra". E attaccano Royal Caribbean: "La ricostruzione dell'incidente è falsa"

Genova - Era “fisicamente impossibile” per il nonno, Salvatore Anello, riuscire a sporgersi con la bambina in braccio da quella finestra. Ed è anche per questo che i famigliari di Chloe Wiegand, la piccola di 18 mesi morta dopo essere caduta dall’11 ponte della Freedom of The Seas mentre era ancorata al porto di San Juan in Portorico. La tesi dell’avvocato di famiglia è che il nonno non abbia esposto la bambina volutamente fuori dalla finestra: dopo averla issata su una ringhiera posta a pochi centimetri dalla vetrata della stanza giochi dei bambini, la piccola Chloe sarebbe scivolata dalle mani del nonno che non si era accorto che l’unica finestra aperta di tutta la parete a vetri, era proprio quella davanti a lui. Per questo la famiglia ha intrapreso una guerra legale con Royal Caribbean che ha anche accusato di aver accreditato una falsa versione dell’incidente. La tragedia è avvenuta a luglio di quest’anno mentre la famiglia americana, originaria dell’Indiana, era in viaggio di piacere a bordo della nave da crociera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA