Congestioni portuali e blocchi logistici: gravi interruzioni al traffico merci in Cina per l'emergenza coronavirus

Se i blocchi dovessero continuare "potrebbe esserci un impatto notevole sulle operazioni nella supply chain e sulla produzione industriale in tutta la Cina"

Genova - Si prevede che, con il manifestarsi del picco del coronavirus, continueranno gravi interruzioni delle spedizioni di merci aviotrasportate - in entrata e in uscita, servizi di autotrasporto e trasporto ferroviario di merci, nonché una forte congestione portuale per le navi lungo il fiume Yangtze vicino a Wuhan. Il blocco regionale ha già gravemente ostacolato le operazioni logistiche che riguardano l’accesso alle autostrade per il trasporto di merci in entrata e in uscita dalla regione, mentre si prevedono anche gravi ritardi nelle spedizioni di merci, inbound e outbound». Così in una nota di DHL Global Forwarding che ha reso noto un rapporto della piattaforma Resilience360. Se i blocchi dovessero continuare, si aggiunge, «potrebbe esserci un impatto notevole sulle operazioni nella supply chain e sulla produzione industriale in tutta la Cina attraverso settori come l’automotive, quello delle forniture farmaceutiche e mediche e del manufacturing hi-tech per l’optoelettronica e i semiconduttori. Aziende e industrie in diverse città e province - tra cui Pechino, Zhejiang, Jiangsu, Guangdong e Shanghai - sono tenute a interrompere le loro operazioni fino - almeno - al 9 febbraio, eccezion fatta per società che forniscono apparecchiature mediche, società farmaceutiche, supermercati, servizi pubblici e società di logistica, questo nel tentativo di fermare la diffusione del coronavirus».

©RIPRODUZIONE RISERVATA