L'economista: "Il coronavirus? Farà più danni la paura del contagio"

Luca Paolazzi, economista partner di Ref Ricerche ed ex direttore del Centro Studi di Confindustria, ritiene che il modo in cui hanno reagito governi e mercati all’epidemia di Coronavirus sia «assolutamente eccessivo»

Turisti cinesi a Roma

Roma - «Farà più vittime la reazione che il contagio». Luca Paolazzi, economista partner di Ref Ricerche ed ex direttore del Centro Studi di Confindustria, ritiene che il modo in cui hanno reagito governi e mercati all’epidemia di Coronavirus sia «assolutamente eccessivo» e farà «enormi danni economici» che ricadranno sui poveri del mondo. «Tutto è molto sopra le righe - afferma Paolazzi, interpellato dall’Agi - e sono stupefatto da come anche gli analisti economici abbiano lanciato l’allarme, mettendo il virus sempre in primo piano: così facendo le conseguenze economiche saranno pesanti». «Se l’influenza fosse partita da un Paese europeo - fa notare Paolazzi - non sarebbero state chiuse le frontiere di tutto il Continente e impedito a tutti i cittadini europei di muoversi. La Cina è più grande dell’Europa sia dal punto di vista geografico sia per quanto riguarda la popolazione. Non capisco il senso di chiudere i confini».

"Qualcuno - prosegue l’economista - ha conteggiato il costo, in termini di tempi di vita, della decisione di bloccare 7.000 persone su una nave a Civitavecchia? Sono 7.000 giorni e non è poco». I media - sottolinea Paolazzi - continuano a diffondere il conto dei morti da Coronavirus ma non si riflette sulle vittime che ogni anno fa una normale influenza: 2100 nell’ultimo anno solo negli Stati Uniti". "Naturalmente - precisa Paolazzi - è giusto adottare le necessarie misure sanitarie. Ma prima di lasciarsi andare al panico, occorre ricordare che il mondo ha superato la Sars, che all’inizio aveva una mortalità del 14/15% che però poi è stata ridotta al 9%. Ogni anno - conclude - l’influenza provoca da 290 a 650 mila morti in tutto il mondo: eppure nessuno ha chiuso frontiere nè per questo i mercati sono andati a picco".

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