Gas serra, gli armatori testano il combustibile di ammoniaca / FOCUS

La compagnia marittima giapponese Nyk, intervenendo sulle problematiche relative al trasporto di questa sostanza per le centrali elettriche, ha presentato la proprie soluzioni anche per l’utilizzo dell’ammoniaca anche l’alimentazione delle proprie navi

La ricerca scientifica studia alternative ai combustibili di origine fossile

di Alberto Ghiara

Genova - Con il gas naturale liquefatto e il fuel a basso contenuto di zolfo che cominciano a essere messi in discussione per gli effetti che hanno sui gas serra, altri elementi come l’ammoniaca e l’idrogeno prendono sempre più piede. Proprio nei giorni scorsi, mentre l’Unione europea finanziava con 10 milioni di euro un progetto per testare per la prima volta pile a combustibile alimentate con ammoniaca su una nave per il rifornimento delle piattaforme offshore, il Registro navale coreano (Kr) ha emanato un rapporto con indicazioni tecniche per l’utilizzo dell’ammoniaca in alternativa a altri tipi di combustibile. Intanto lo scorso 22 gennaio si è svolto il primo incontro del consorzio giapponese Gac (Green ammonia consortium), che promuove l’utilizzo dell’ammoniaca per la produzione di energia.

La compagnia marittima giapponese Nyk, intervenendo sulle problematiche relative al trasporto di questa sostanza per le centrali elettriche, ha presentato la proprie soluzioni anche per l’utilizzo dell’ammoniaca anche l’alimentazione delle proprie navi, come combustibile marino. Insomma, il mondo dello shipping, superata la boa del primo gennaio 2020, con l’entrata in vigore dei limiti alle emissioni navali di zolfo, è adesso proiettato sulle nuove scadenze poste dall’Imo sul fronte dei gas serra, il principale dei quali è l’anidride carbonica. Gli obiettivi dell’Imo sono la riduzione dei gas serra, del 40 per cento entro il 2030 e del 50 per cento entro il 2050, e dell’anidride carbonica, del 40 per cento entro il 2030 e del 70 per cento entro il 2050. Il Registro coreano spiega nel suo documento che, per rispettare i regolamenti sull’emissione di anidride carbonica e per ridurre le emissioni di gas serra, il settore dello shipping si convertirà progressivamente a combustibili a zero emissioni di carbone. Fra questi combustibili sono compresi, oltre all’ammoniaca, il bio-diesel, il metano, l’idrogeno e il metanolo. Le linee guida pubblicate forniscono a armatori e operatori un confronto fra diversi combustibili per aiutarli nella scelta che dovranno compiere nei prossimi decenni.
Scelte che, se verrà replicato quanto avvenuto per il SulphurCap 2020, avranno un impatto sia sul mercato delle costruzioni navali sia su quello del bunkeraggio. Secondo il registro Kr, l’ammoniaca è un combustibile che non produce carbonio con una forte probabilità di essere commercializzato, sia per le sue qualità ecologiche, sia perché il suo utilizzo non richiede tecniche sofisticate. Sul piano pratico, come spesso avviene per le nuove tecniche applicate al mondo marittimo, è la Norvegia a fare da apripista.

La nave “Viking Energy”, utilizzata per il rifornimento delle piattaforme offshore nelle acque dello spazio economico della Norvegia, verrà dotata di un sistema ibrido, aggiungendo all’attuale propulsione a gas naturale liquefatto pile a combustibile alimentate a ammoniaca, che permetteranno di coprire lunghe distanze senza produrre emissioni di CO2. La “Viking Energy” è una nave di proprietà di Eidesvik Offshore attualmente noleggiata da Equinor fino a aprile 2020. Il nuovo accordo fra Equinor e Eidesvik, che durerà cinque anni, prevede che, dopo la scadenza del contratto ad aprile, la nave entri a far parte di un progetto per lo sviluppo, l’installazione e la sperimentazione su tratta di navigazione di lunga distanza delle pile a combustibile all’ammoniaca. Si prevede che il sistema sarà pronto per la sperimentazione a partire dal 2024. «Equinor - afferma Cecilie Rønning, vice presidente della compagnia - vuole ridurre le emissioni nella propria catena distributiva e guarda all’uso dell’ammoniaca come a una soluzione promettente. “Viking Energy” può diventare la prima nave per il rifornimento al mondo a coprire lunghe distanze alimentata con pile a combustibile di ammoniaca completamente carbon-free».

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