«Sospendere la tassa di ancoraggio per un anno»

Genova - Tutta la logistica italiana si trova a dover fronteggiare l’emergenza economica provocata dal coronavirus. Stefano Messina e Luigi Merlo chiedono misure speciali

di Si. Gal.

Genova - Tutta la logistica italiana si trova a dover fronteggiare l’emergenza economica provocata dal coronavirus. Stefano Messina, numero uno di Assarmatori, chiede misure speciali per fronteggiare i danni provocati dal crollo dei commerci mondiali: «Propongo di adottare subito una misura d’emergenza: un anno di moratoria della tassa di ancoraggio». Messina punta su questo provvedimento perchè è veloce e “facile” da attuare: «Serve pochissimo tempo, non è necessario alcun intervento legislativo, perché può essere preso da qualsiasi Autorità di Sistema Portuale. L’autonomia decisionale delle Authority deriva dalla natura delle tasse stesse che servono, insieme ad altre voci, a finanziare gli enti». La moratoria avrebbe però un impatto sui conti delle Autorità, ma un calo dei traffici in porto comporterebbe comunque un danno economico ancora più grande per il mancato prelievo della tassa sulle merci. «E non abbiamo contato gli effetti negativi che determinerebbe per l’economia generale del Paese, con la riduzione dell’incasso dei dazi per l’Erario » spiega ancora Messina. «Molte navi non arrivano più nei nostri porti ed altre viaggiano con carichi ridotti - dice il presidente di Assarmatori -. Gli analisti prevedono una di riduzione della crescita globale del trasporto container di oltre l’1% nel corso di quest’anno, mentre l’anno scorso i numeri erano positivi. Per questo è necessario rendere più competitivo il trasporto marittimo in Italia e un contributo fondamentale potrebbe apportarlo la sospensione per un anno della tassa di ancoraggio e dell’eventuale sovrattassa per le merci in coperta. Sono tributi che si pagano in ragione della stazza della nave e non in rapporto al carico trasportato».

Anche Luigi Merlo, presidente di Federlogistica, chiede «di azzerare la tassa di ancoraggio e di ridurre per alcuni mesi i canoni demaniali portuali. Le aziende stanno rispondendo con responsabilità ed efficienza, ma la babele di provvedimenti e ordinanze nazionali, regionali e comunali rischia di fare danni enormi all’economia e allo stesso tempo di non garantire un adeguato servizio ai cittadini».

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