Settore container, finanze in forte sofferenza nel 2020 / FOCUS

Genova - Nel 2010, lo Z-Score delle 14 principali compagnie portacontainer mondiali che pubblicano i loro risultati finanziari era di 2,13 punti. Negli anni successi è stato sempre inferiore a 1,8. Nei primi nove mesi del 2019 ha raggiunto il livello più basso di 1,16 punti

Il porto di Hong Kong

di Alberto Ghiara

Genova - «Le condizioni finanziarie del settore restano rischiose, mentre molte compagnie marittime operano sotto un debito gravoso»: l’avvertimento arriva dalla società di consulenza Alix Partners, specializzata nella ristrutturazione di aziende in crisi. La società ha presentato un rapporto che evidenzia come i grandi vettori del settore container vedranno peggiorare la loro condizione nel corso del 2020, mentre aumenterà il rischio che si ripeta un caso Hanjin. A dare questa indicazione è l’indice Z-Score, elaborato nel 1968 da Edward Altman per monitorare i segnali preoccupanti che arrivano da aziende prossime al fallimento. Secondo i dati di Alix Partners, per il settore dello shipping lo Z-Score è molto negativo. Se l’indice è inferiore a 1,8 le probabilità di non rispettare gli impegni aumentano, mentre con un valore superiore a 3 si raggiunge la zona di tranquillità finanziaria.

Nel 2010, lo Z-Score delle 14 principali compagnie portacontainer mondiali che pubblicano i loro risultati finanziari era di 2,13 punti. Negli anni successi è stato sempre inferiore a 1,8. Nei primi nove mesi del 2019 ha raggiunto il livello più basso di 1,16 punti, con un ulteriore deterioramento rispetto agli 1,35 punti del 2018. «Il 2019 - spiega una nota - ha offerto ai vettori poco sollievo rispetto alla preoccupazione finanziaria che è stata una costante nel settore almeno dal 2010», mentre l’ulteriore calo del Z-Score «significa una crescente probabilità di bancarotta».
La riduzione del tasso di rotazione del capitale investito e del rapporto fra il capitale e il debito ha contribuito a far calare l’indice. Il dato «è un indicatore preoccupante sia per i vettori sia per gli speditori, il cui ricordo del collasso di Hanjin Shipping nel 2016 è ancora fresco». Come si può intuire dal valore basso dello Z-Score, il debito totale del settore è salito di 21 miliardi di dollari nei dodici mesi che si sono conclusi il 30 settembre 2019. Di questo aumento, 15 miliardi sono attribuiti da Alix a due grandi compagnie che hanno aumentato il loro debito di 13 miliardi per adeguarsi alle nuove regole di contabilità dell’International financial reporting standards (Ifrs): «In altre parole, gran parte della crescita del debito è dovuta alla contabilità e non a cambiamenti dell’ambiente operativo».

Le compagnie stanno cercando di risolvere il loro maggiore problema, ossia l’eccesso di capacità, rallentando l’ingresso di nuova capacità sul mercato, il che porta anche un calo degli investimenti. Tuttavia, la fragilità del settore significa che basterà un evento imprevisto per far precipitare la situazione finanziaria di qualche compagnia, da preoccupante a decisamente in sofferenza. Attualmente, il rischio maggiore viene dalle misure di contenimento del coronavirus.

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