Moby non rimborsa l'obbligazione da 300 milioni

Moody’s intanto ha tagliato le stime dell’intero settore e ieri in un’analisi degli impatti del Covid-19 sul mercato mondiale, ha annunciato che i fatturati delle compagnie scenderanno tra il 6 e il 10% nel corso del 2020

Un ferry Moby nel porto di Barcellona

di Simone Gallotti

Genova - Ieri mattina l’ultima comunicazione della Borsa del Lussemburgo, il mercato del bond, ormai scaduto, da 300 milioni. “Suspension” recita la scarna nota dello Stock Exchange arrivata poche ore dopo l’annuncio che Moby, la compagnia del gruppo Onorato, non è riuscita a rimborsare l’obbligazione nei tempi previsti. Non si tratterebbe di una sospensione vera e propria, spiegano fonti della compagnia, ma la quotazione sarebbe stata spostata in un altro listino. Il problema del bond della compagnia rimane sul tavolo, dopo che la data ultima del 17 marzo è saltata. I 300 milioni erano serviti per finalizzare l’acquisto della flotta Tirrenia e la compagnia ha dovuto annunciare con una nota alla Borsa del Lussemburgo cosa stava accadendo: «Il periodo di tolleranza applicabile al mancato pagamento degli interessi e al pagamento degli ammortamenti è scaduto, e di conseguenza si è verificato un evento di inadempimento in relazione alle obbligazioni e al contratto per le strutture senior» ha scritto Moby.

«Nonostante le attuali difficili circostanze - continua la comunicazione - la società è attivamente impegnata in discussioni in corso un gruppo ad hoc di titolari delle obbligazioni (…). La società farà un ulteriore annuncio a tempo debito». La comunicazione vine vista come un atto di routine da Moby che sta proseguendo nelle trattative che comunque non si sarebbero mai interrotte. Intanto l’armatore Vincenzo Onorato ha affidato a Facebook un’analisi della situazione: «Stiamo soffrendo: la prima nostra fonte di reddito, il traffico passeggeri, è stata praticamente azzerata. Sopravviveremo con la consapevolezza che la nostra forza consiste nella nostra unità» ha scritto Onorato rivolto ai marittimi del gruppo. «In 62 anni di vita, non ho mai trascorso un solo giorno senza combattere - continua l’armatore - Da ormai molti mesi insieme abbiamo combattuto l’assalto dei fondi speculativi che volevano farci a pezzi per meri interessi economici. Abbiamo affrontato gli attacchi di una concorrenza sempre più determinata a distruggere la nostra realtà sui mari».

Moody’s intanto ha tagliato le stime dell’intero settore e ieri in un’analisi degli impatti del Covid-19 sul mercato mondiale, ha annunciato che i fatturati delle compagnie scenderanno tra il 6 e il 10% nel corso del 2020 e l’Ebitda subirà un tonfo compreso tra il 25 e il 30%. «E’ una situazione simile a quella già vissuta con il collasso della compagnia coreana Hanjin nel 2016» spiegano gli analisti. Nel 2016 una delle potenze mondiali dello shipping fu costretta a chiudere i battenti con contraccolpi per tutto il settore. Questa volta saranno i container e le rinfuse secche a pagare il prezzo più alto. Anche il settore passeggeri è toccato profondamente dalla crisi legata all’emergenza sanitaria del coronavirus. Carnival, il colosso delle crociere che controlla anche la compagnia “genovese” Costa, ha deciso di consolidare la propria posizione con un pool di banche e una linea di credito da 3 miliardi di dollari.

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