Fincantieri rilancia Vard: più ricerca e sviluppo, spinta sulle navi hi tech

Genova - «Vard non costituirà più un problema per il futuro». Presentando il bilancio del 2019, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, è stato lapidario sul futuro della controllata Vard, ex Stx Offshore, scalata nel 2013 per lanciare il gruppo di Stato nel settore oil & gas, entrato di lì a poco in crisi.

di Luca Peruzzi

Genova - «Vard non costituirà più un problema per il futuro». Presentando il bilancio del 2019, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, è stato lapidario sul futuro della controllata Vard (10 mila dipendenti dalla Norvegia al Brasile), ex Stx Offshore, scalata nel 2013 per lanciare il gruppo di Stato nel settore oil & gas, entrato di lì a poco in crisi.

Ma ora l’azienda sta portando avanti il piano di ristrutturazione iniziato a valle del delisting nel 2018, che ha portato un radicale cambio del management, ora prevalentemente di espressione Fincantieri.

Secondo quanto risulta al Secolo XIX-theMediTelegraph, Vard, con i propri cantieri norvegesi e rumeni, è stata posta sotto il controllo della divisione navi mercantili del gruppo che oggi ha la completa gestione del settore crociere, megayacht, ricerca e sviluppo.

Vard è stata suddivisa in due unità di business focalizzate sul cruise e offshore-navi speciali insieme a un centro di design e sviluppo congiunto.

La business unit crociere di Vard è responsabile della progettazione e costruzione delle navi da crociera expedition, le cui piattaforme vengono realizzate e allestite in modo sempre più spinto presso i cantieri rumeni di Tulcea e presto anche di Braila, mentre l'allestimento finale viene realizzato in Norvegia.

Fincantieri ha inoltre concentrato le attività di progettazione presso l’apposito centro di Alesund in Norvegia, con lo scopo di creare un polo d'eccellenza che unisca le competenze di Fincantieri e Vard nel settore crociere, offshore e progetti speciali. A questo riguardo il centro di Alesund vedrà incrementare significativamente il proprio personale.

Due commesse che danno un esempio del rilancio a cui punta Fincantieri nel settore navi speciali: grandi navi da pesca complesse (abbandonando le più piccole, con la chiusura di due cantieri in Norvegia), come il contratto da 50 milioni incassato dal gruppo Framherji, o quello per la posacavi "Leonardo da Vinci" per il gruppo Prysmian, da 170 milioni di euro circa.

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