Post-virus, ONE è ottimista: "Abbiamo forti riserve di cassa e una forza lavoro resiliente"

"Molte sono le sfide sul tavolo, complessivamente si dovrebbe puntare al superamento degli interessi locali ed alla ricercare di uno sviluppo di sistema. In questa prospettiva è importante spingere sul trasporto intermodale incrementando efficienza, puntualità e riducendo i costi della porzione ferroviaria per poter focalizzare anche nel Nord Ovest lo sviluppo di tratte ferroviarie internazionali"

Genova - L’emergenza Covid-19 ha costretto la catena logistica internazionale a profondi mutamenti. La sua azienda come ha reagito di fronte al nuovo scenario? “Condivido quanto dichiarato in questi giorni dal nostro CEO Jeremy Nixon, che quarantene e blocchi in molte parti del mondo hanno creato nuovi modi di lavorare, chiedendo alla nostra industria di adattarsi per mantenere alto il livello di gestione del nostra attività commerciale - risponde Angelo Chiarlo Italy Country Head di Ocean Network Express (ONE) - Dal dover garantire interruzioni minime alle nostre operatività quotidiane tramite eccellenti strumenti di e-commerce e e-payment, e una varietà di applicazioni di messaggistica istantanea che ci consentono di rispondere alle esigenze dei clienti da qualsiasi parte del mondo, ai servizi di livestream che hanno sostituito le tradizionali riunioni faccia a faccia con i clienti. Mentre la pandemia potrebbe diventare un catalizzatore chiave per i progressi digitali e tecnologici nell’industria dello Shipping, non dobbiamo però dimenticare che siamo un business alimentato dalle persone. Una forza lavoro forte, resistente e affidabile costituisce la spina dorsale della nostra attività. La tecnologia semplicemente consente e permette al nostro personale di fare di più e meglio nei confronti dei nostri clienti, ma i miei colleghi rimangono la vera forza della ONE. Le Shipping Co. sono diventate resistenti agli sconvolgimenti negli ultimi anni, spesso siamo stati costretti ad adattarci a forze inaspettate come guerre commerciali, blocchi portuali o crisi sanitarie come la diffusione di COVID-19. Ma gli shock finanziari che stiamo vivendo ora e nei prossimi mesi mostreranno le vulnerabilità di molti carrier. Ciò è particolarmente vero in un anno in cui l'intero settore marittimo si sta già confrontando con un’altra problematica dal forte impatto finanziario, quella delle nuove normative sul carburante ai sensi dell'IMO 2020. Nonostante il crollo delle entrate in tutto il nostro settore, ONE rimane pienamente operativa e ottimista nei confronti di un forte recupero post-coronavirus. Abbiamo forti riserve di cassa, debito minimo e una forza lavoro resiliente per farci fronteggiare e superare questa crisi di salute pubblica senza precedenti”.

Quali sono, oggi, i vantaggi che offre il sistema portuale Genova-Vado-Savona?
“Possibilità di operare ULCV (Ultra Large Container Vessel), buon rail network che consente di collegare l’area portuale alle maggiori consumption areas del nord Italia, produttività competitiva, buoni flussi elettronici per le principali transazioni”.

Dopo nemmeno due anni dal crollo, il viadotto sul Polcevera sta per essere ultimato. Quanto peserà la nuova infrastruttura sulla competitività del porto?
“La nuova infrastruttura consentirà un significativo recupero di efficienza da parte del trasporto gommato. La recuperata efficienza consentirà una maggiore puntualità al carico ed al rientro in porto generando benefici al cliente finale. Non è da escludere che combinando l’efficientamento con un basso costo del petrolio si possa giungere ad una riduzione complessiva dei costi di trasporto”.

Che cosa si aspetta dal cluster marittimo-logistico italiano, in questa fase così delicata del settore?
“Molte sono le sfide sul tavolo, complessivamente si dovrebbe puntare al superamento degli interessi locali ed alla ricercare di uno sviluppo di sistema. In questa prospettiva è importante spingere sul trasporto intermodale incrementando efficienza, puntualità e riducendo i costi della porzione ferroviaria per poter focalizzare anche nel Nord Ovest lo sviluppo di tratte ferroviarie internazionali. E’ poi sempre più necessario facilitare soluzioni “environmental friendly” spingendo ad esempio sull’elettrificazione delle banchine e premiando le navi meno inquinanti con ridotti costi di stazionamento”.

Quando l’emergenza sarà ultimata, a suo avviso, il sistema portuale italiano sarà svantaggiato o avvantaggiato rispetto al periodo pre-crisi?
“La risposta è difficile, la crisi ha mostrato scenari pericolosi dove alcuni carrier hanno sospeso l’attracco delle navi madre nel porti italiani per servire il nostro mercato con dei feeders. Il sistema deve essere consapevole dei rischi e reagire prontamente riportando la fiducia negli operatori con scelte che mettono il carico come prima priorità”.

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