TUI prova a fare ripartire le crociere: capienza massima mille persone e niente buffet a bordo

Le navi più grandi del gruppo sono le nuovissime Mein Schiff 1 e Mein Schiff 2 che con una stazza lorda di 111.514 tonnellate hanno una capienza su base doppia di 2.894 ospiti: quest’ultime viaggerebbero quindi ad un terzo circa della loro capacità garantendo si un sicuro distanziamento interpersonale nelle aree alberghiere

di Matteo Martinuzzi

Berlino - Il gruppo turistico tedesco TUI è il primo in Europa ad annunciare un nuovo piano sanitario per poter sperare di ripartire al più presto con i viaggi delle sue navi. Ad oggi solo il gruppo cinese Genting Hong Kong (che comprende i marchi Star Cruises, Dream Cruises e Crystal Cruises) aveva fatto altrettanto nella speranza di una rapida ripartenza che ancora non è avvenuta. Ricordiamo che TUI gestisce i marchi Marella Cruises, TUI Cruises (in joint venture paritaria con Royal Caribbean) e Hapag-Lloyd Kreuzfahrten ed auspica di riprendere l’attività crocieristica nel corso dell’estate (probabilmente con crociere brevi nel Mare del Nord) riducendo la capienza massima delle navi. Una scelta dolorosa ed antieconomica, ma obbligata per riprendere almeno in parte la propria attività seguendo i principi del distanziamento sociale come arma primaria contro il Covid-19. Purtroppo distanziamento sociale e crociere sono due termini difficilmente conciliabili tra loro; quindi finché non verrà trovato il vaccino tutte le compagnie, chi più chi meno, dovranno snaturare il loro business. Vediamo quindi nei dettagli cosa ha deciso TUI a partire dalla fase d’imbarco sulle proprie navi. In primis i passeggeri dovranno compilare sotto la propria responsabilità dettagliati questionari sulla propria salute, in particolare per quanto riguarda i cosiddetti “sintomi rilevanti” per il Coronavirus.

Il processo di imbarco sarà scaglionato in modo che non si formino assembramenti né all’interno dei terminal né in prossimità dei punti di accesso alle navi. Seguirà uno screening sanitario per ottenere la luce verde per salire a bordo mentre la compagnia ha annunciato anche un lavoro a stretto contatto con le autorità portuali per sviluppare procedure congiunte di gestione casi di coronavirus che dovrebbero emergere. Una volta a bordo i passeggeri troveranno una vita di bordo molto diversa da quella che tutti ricordavano. Verrà eliminato il servizio di ristorazione a buffet, le aree pubbliche (come i teatri) saranno riempite ad un terzo della loro capacità ed infine le aree bambini potranno ospitare un massimo di dieci “crocieristi in erba”. Ma la decisione più impattante sulla vita di bordo è sicuramente quella che limita a meno di 1.000 i passeggeri imbarcabili su ciascuna nave fino al 31 agosto 2020. Le navi più grandi del gruppo sono le nuovissime Mein Schiff 1 e Mein Schiff 2 che con una stazza lorda di 111.514 tonnellate hanno una capienza su base doppia di 2.894 ospiti: quest’ultime viaggerebbero quindi ad un terzo circa della loro capacità garantendo si un sicuro distanziamento interpersonale nelle aree alberghiere, ma a discapito della redditività della nave che opererebbe sicuramente in perdita, salvo un sostanzioso aumento del prezzo del biglietto di viaggio. Mentre per quel che riguarda il marchio di lusso Hapag-Lloyd questa regola non andrà ad incidere troppo sulla propria realtà operativa visto che la sua nave più grande, l’Europa 2 (42.830 t.s.l.) ha una capienza massima di 544 ospiti. Per quanto riguarda invece gli aspetti sanitari si opererà con un “piano di prevenzione delle epidemie” a livello 3. Quindi ci sarà una pulizia costante da parte dell’equipaggio delle superfici frequentemente toccate ogni 30 minuti. Verrà incrementato il personale medico a bordo con la previsione di disporre della capacità di eseguire test per diagnosticare il coronavirus nel centro medico delle navi.

Questo in sintesi il piano per la ripartenza del gruppo TUI che sicuramente farà a meno di una veterana della sua flotta. Infatti, in precedenza, Marella Cruises aveva annunciato il ritiro dal servizio di Marella Celebration (classe 1984) che quest’estate avrebbe dovuto avere come home port Ragusa/Dubrovnik. Si vocifera che la vecchia nave potrebbe essere convertita in albergo. Certo è che questa pandemia potrebbe mettere la parola fine alla carriera di altre “signore dei mari”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA