"L'agente marittimo del futuro? Sarà un po' più come un operatore logistico" / INTERVISTA

Napoli - Andrea Mastellone è il nuovo presidente di Assoagenti Napoli. Subentra a Stefano Sorrentini. Per Mastellone, contitolare dell’Agenzia marittima Marinter, si tratta di un ritorno: aveva infatti guidato gli agenti marittimi partenopei dal 2012 al 2016. La sua nomina è stata salutata con particolare soddisfazione

di Bianca d'Antonio

Napoli - Andrea Mastellone è il nuovo presidente di Assoagenti Napoli. Subentra a Stefano Sorrentini. Per Mastellone, contitolare dell’Agenzia marittima Marinter, si tratta di un ritorno: aveva infatti guidato gli agenti marittimi partenopei dal 2012 al 2016. La sua nomina è stata salutata con particolare soddisfazione. In un momento così delicato per la portualità e i trasporti marittimi, Mastellone è un professionista di spessore e rigore, profondo conoscitore del porto di Napoli e delle sue problematiche.

Ritorna alla guida dell'associazione nel pieno della tempesta del coronavirus.
“In due mesi è accaduto tutto ed il contrario di tutto. A gennaio eravamo alle prese con il problema del carburante a basso contenuto di zolfo, che costava 300 dollari più di quello convenzionale, e quindi c’era la corsa allo scrubber. A fine marzo il petrolio è crollato a 20 dollari al barile ed il bunker low sulphur costava solo 30 dollari, più dell’heavy sulphur, vanificando così gli ingentissimi investimenti fatti dagli armatori per installare le torri di lavaggio. Poi il crollo delle crociere, il nettissimo calo delle merci in contenitore accompagnato dalle flessioni cospicue del traffico di corto raggio, nonché sui liquidi, dove però l’eccesso di offerta di spazio è stato colmato dalla domanda di stoccaggio a mare di petrolio grezzo e prodotti raffinati per sfruttarne il futuro aumento dei prezzi. E’ resistito solo il traffico delle derrate alimentari sia all’importazione delle granaglie che all’esportazione dei prodotti finiti della filiera agroalimentare. Ma questa tenuta è fisiologica”.

Cosa chiede all'Autorità di sistema portuale per superare questo momento?
“Più che l’Adsp, è lo Stato che deve concedere le necessarie provvidenze. L’Authority ha il suo bilancio e non può certo fare elargizioni”.

Ha in mente qualcosa per aiutare la sua categoria?
“Nei porti campani si vive 'come sospesi', in attesa della ripresa dei traffici. Anche se devo dire che a parte il traffico passeggeri, l’impatto del Covid sul nostro sistema  non è stato devastante e la contrazione dei traffici importante certo ma non drammatica. La nostra categoria è alle prese con la revisione della legge professionale per adeguarla alle esigenze attuali dello shipping, per cui la nuova legge è uno dei traguardi cui puntiamo nell’immediato futuro. Occorrerà poi operare di concerto con tutte le altre categorie del settore marittimo perché il governo si trovi a negoziare con un’unica realtà evitando quanto accaduto nell’ultimo decreto rilancio che ha previsto provvidenze solo per alcune categorie ignorando tutte le altre”.

Ma che ruolo svolgono gli agenti marittimi nel 2020?
“Rappresentiamo uno dei tanti anelli della filiera logistica ma con un importante valore aggiunto: il ruolo di consulente dell’armatore nelle scelte imprenditoriali che lo stesso deve fare quando deve scalare un porto sia nei traffici volandieri che in quelli di linea. Sono convinto che l’agente marittimo del futuro deve essere un operatore logistico, soprattutto nel carico secco e nei container, al di là della pura funzione di raccomandatario marittimo riconosciuta dalla legge”.

Nel mondo della portualità riuscite ad incidere sulla governance dei porti e quali sono per voi i maggiori problemi da affrontare negli scali del sistema campano?
“Ritengo che l’obiettivo più importante sia quello di ottenere l’insediamento della famosa cabina di regia (vera grande innovazione dell’ultima legge di riforma portuale ma di fatto mai attuata) in grado di stabilire l’importanza e la scelta degli investimenti da effettuare nella portualità italiana in funzione delle loro necessità per evitare il perpetuarsi, nel futuro, della costruzione di infrastrutture inutili o non richieste dalle esigenze dei traffici, che sono costate in passato tanto sperpero di denaro pubblico. Venendo ai porti campani, ritengo che siano vicini al loro obiettivo infrastrutturale: i dragaggi a Napoli sono stati completati dopo oltre un decennio di tempo, che ha però prodotto enormi perdite di traffici. A Salerno siamo a buon punto sempre sui dragaggi, mentre la Darsena di Levante, tornando a Napoli, sarà una realtà entro qualche anno e la grande infrastruttura salernitana di Porta Ovest, che decongestionerà il traffico portuale attraverso un rapido collegamento con le autostrade, sarà completata in tempi ragionevoli. Non dimentichiamo i notevoli progressi registrati a Torre Annunziata nel settore cerealicolo e quelli di Castellammare di Stabia. che nella nautica, si è ritagliata uno spazio importante nel panorama della portualità campana”.

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