Le crociere italiane spaccano gli armatori. Mattioli: "Operazione squallida"

E l’inizio di una battaglia navale iniziata in sordina ed esplosa a pochi giorni dall’incontro con la ministra Paola De Micheli: a quel tavolo il settore delle crociere si gioca la ripartenza

di Simone Gallotti

Genova - Ormai è guerra aperta. Assarmatori attacca: «Siamo contrari all’emendamento di cui Confitarma ha rivendicato la paternità, che permetterebbe a una pur eccellente e primaria compagnia di navigazione (Costa Crociere, ndr) di godere delle agevolazioni fiscali e contributive introdotte con il Registro Internazionale nel momento in cui esercitasse attività in regime di cabotaggio nazionale». Perché, secondo il presidente dell’associazione Stefano Messina «è già possibile con le regole attuali senza che vi sia bisogno di una nuova legge». «È una palese mistificazione della realtà» risponde il numero uno di Confitarma, Mario Mattioli contattato dal Secolo XIX/TheMediTelegraph.

E l’inizio di una battaglia navale iniziata in sordina ed esplosa a pochi giorni dall’incontro con la ministra Paola De Micheli: a quel tavolo il settore delle crociere si gioca la ripartenza. Assarmatori difende le posizioni di Msc che con la bandiera di Malta potrebbe già effettuare crociere di cabotaggio. Confitarma quelle di Costa, sua associata che paradossalmente, pur battendo bandiera italiana, non potrebbe effettuare i mini viaggi. Gli sgravi previsti dall’emendamento grillino anticipato dal Secolo XIX di domenica, consentirebbero a Costa di poter ripartire: «Ma quegli sgravi concessi ai marittimi imbarcati sulle navi da crociera battenti bandiera italiana vanno anche al personale che non rientra nella categoria dei marittimi (servizi ancillari, rispettabilissimi lavoratori quali animatori, musicisti, addetti alla cura delle persone, commessi di negozio, etc): ragione in più per contestare l’iniziativa sostenuta da Confitarma».

La replica dell’associazione guidata da Mattioli è durissima: «Non è pensabile che un presidente di un’associazione che si vanta di tutelare gli interessi della bandiera italiana, esca con una dichiarazione del genere - spiega adirato il presidente -. Sembra che viva in una realtà parallela: non si tutela così un interesse primario della nazione. Parliamo di operatori che battono bandiera italiana, producono ricchezza per miliardi di euro per il nostro Paese e garantiscono migliaia di posti di lavoro. Quella di Assarmatori non è una posizione corretta. Abbiamo chiesto una misura temporanea come consente l’Europa». Messina però non retrocede: «Se questa richiesta venisse accolta e la legge modificata ci troveremmo nella situazione paradossale in cui lo Stato utilizza fondi per agevolare il costo del lavoro nelle attività ricreative o commerciali su navi da crociera, mentre nega gli stessi aiuti ai marittimi italiani che operano su navi che garantiscono servizi essenziali di trasporto passeggeri e merci, in particolare da e per le isole garantendo i diritti di rango costituzionale sottesi alla continuità territoriale delle popolazioni ivi residenti, questa sarebbe una ipotesi molto grave!”. E Mattioli mena fendenti: «Ma non facciamo lotte in retrovia e soprattutto squallide partigianerie associative! Noi non lo abbiamo mai fatto. Quella di Assarmatori è una presa di posizione che aborro. Ed è fatta guarda caso a pochi giorni dalla convocazione del tavolo del ministero sulle crociere. È un’operazione squallida e non razionale. Una persona dotata di media intelligenza difficilmente può uscirsene in questa maniera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA