Affondo Ue sugli armatori: «Vi tasseremo le emissioni»

Bruxelles - Anche il settore del trasporto marittimo dovrà limitare le emissioni inquinanti e soprattutto pagare in base alla quantità di Co2 prodotta. La richiesta arriva dal Parlamento europeo, che ieri ha approvato un provvedimento per includere il settore nel sistema Ets. Si tratta del meccanismo europeo per lo scambio delle quote di emissioni che si basa sul principio «chi più inquina, più paga»

Bruxelles - Anche il settore del trasporto marittimo dovrà limitare le emissioni inquinanti e soprattutto pagare in base alla quantità di Co2 prodotta. La richiesta arriva dal Parlamento europeo, che ieri ha approvato un provvedimento per includere il settore nel sistema Ets.

Si tratta del meccanismo europeo per lo scambio delle quote di emissioni che si basa sul principio «chi più inquina, più paga»: La posizione dell’Europarlamento fa un passo in avanti rispetto alla proposta della Commissione, che aveva chiesto di introdurre per il settore marittimo solo l’obbligo di rendicontare la quantità di emissioni nocive prodotte, ma senza obbligarlo a entrare nel sistema Ets.

Gli eurodeputati sono andati oltre, chiedendo di far rientrare tutte le navi con una stazza lorda pari o superiore alle 5.000 tonnellate nel meccanismo europeo basato sulla compravendita delle emissioni (chi supera i limiti deve acquistare quote all’asta). Non solo: il testo approvato ieri ha introdotto requisiti vincolanti per le compagnie di navigazione che da qui al 2030 dovranno ridurre almeno del 40% le loro emissioni medie annue di CO2.

Il provvedimento non è ancora definitivo perché il voto è avvenuto in commissione Ambiente (dovrà passare dall’Aula a settembre e poi essere negoziato con i governi dell'Unione europea), ma il vasto sostegno alla proposta non potrà essere ignorato. Secondo la Commissione, nel 2018 le 11.600 navi superiori alle 5.000 tonnellate lorde hanno prodotto 138 milioni di tonnellate di C02, il che equivale al 3,7% delle emissioni totali Ue.

Nei giorni scorsi l’associazione Transport & Network ha pubblicato la classifica delle 10 industrie europee più inquinanti: l’italo-svizzera Msc è salita al settimo posto, davanti alla compagnia aerea low cost Ryanair. Le altre otto posizioni sono occupate da centrali energetiche a carbone, tutte con sede in Germania e Polonia. La compagnia ha però protestato, smentendo i dati : «Abbiamo i numeri tra i più bassi del settore» e accusa l’Ong di non tenere contro delle effettive emissioni che Msc, carrier mondiale, produce in Europa, ma invece le conteggia tutte globalmente.

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