Dal decreto Agosto per gli armatori 85 milioni di aiuti

Genova - La perdita provvisoria di fatturato è già del 70% e potrebbe aggravarsi in autunno. Un motivo per essere ottimisti, però, gli armatori lo hanno, ora che il governo ha deciso di inserire nel cosiddetto decreto Agosto un paio di provvedimenti per rilanciare l’economia del mare. Stefano Messina parla di «reazione positiva insperata»

di Francesco Margiocco

Genova - La perdita provvisoria di fatturato è già del 70% e potrebbe aggravarsi in autunno. Un motivo per essere ottimisti, però, gli armatori lo hanno, ora che il governo ha deciso di inserire nel cosiddetto decreto Agosto un paio di provvedimenti per rilanciare l’economia del mare. Stefano Messina parla di «reazione positiva insperata» e si attribuisce parte del merito. Da mesi, il presidente di Assarmatori denunciava la gravità della situazione dello shipping e l’immobilismo del governo, troppo distratto da altre crisi. Il decreto Agosto è un passo avanti.

I due provvedimenti riguardano il cabotaggio, compreso quello minore, delle piccole compagnie di navigazione che trasportano merci o persone tra porti italiani, e l’attività crocieristica. A queste società armatoriali e alle imprese che fanno bunkeraggio marittimo, cioè rifornimento di carburante per navi, vengono estesi, in via provvisoria, alcuni dei benefici riconosciuti fino ad oggi soltanto alle grandi. Fino alla fine dell’anno, riceveranno lo stesso trattamento fiscale riservato alle imprese armatrici iscritte nel Registro internazionale, nato vent’anni fa per arrestare il declino della flotta e dell’occupazione comunitaria nel comparto marittimo. Con uno stanziamento di 35 milioni, il decreto Agosto estende, alle compagnie di trasporto lungo la costa e da e verso le isole minori, l’esonero dai contributi fiscali e assistenziali fino al 31 dicembre.

Un altro stanziamento, di 50 milioni, destinato ai traghetti e alle imprese armatrici di bunkeraggio e stoccaggio materiali, coprirà i mancati introiti nel periodo del lockdown. Non era un risultato scontato. «Nei precedenti decreti “Semplificazioni” e “Rilancio” erano stati approvati finanziamenti straordinari per le ferrovie, e per gli aerei, ma il trasporto marittimo era stato dimenticato», ricorda Messina. Le navi alimentano la catena della logistica e hanno continuato ad alimentarla durante il lockdown. «Se ci fossimo fermati, molti prodotti di prima necessità non sarebbero potuti arrivare nelle nostre case», dice Mario Mattioli, presidente di Confitarma, la principale associazione di categoria dell’industria italiana della navigazione. Mattioli si sarebbe aspettato maggiore attenzione, da subito. «Invece ci siamo sentiti un po’ abbandonati. Ma il ministro è stato di parola».

Il ministro dei trasporti, Paola De Micheli, aveva promesso che avrebbe cercato risorse per aiutare il trasporto marittimo. In una nota diffusa ieri, Assarmatori esprime nei suoi confronti «forte gratitudine» per questo «primo passaggio importante, che non risolve tutti i problemi ma si muove nella direzione giusta». Confitarma dà un giudizio simile. «è una boccato di ossigeno», dice Mattioli. «Un aiuto economico che ci farà piangere un po’ di meno». Per tornare a sorridere ci vuole altro. «Abbiamo davanti un autunno difficile e abbiamo bisogno di interventi strutturali». In cima alla lista dei desideri, Mattioli mette la semplificazione di una burocrazia «che ci impedisce di competere ad armi pari con gli altri Paesi d’Europa e del mondo. Più le regole sono complesse, più l’economia rallenta e crescono solo gli evasori. Abbiamo bisogno di regole semplici, simili a quelle di tanti altri Paesi, degne di uno Stato moderno».

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