Romeo: "Nuovi ordini e alleanze per affrontare la pandemia" / L'INTERVISTA

Tra pochi giorni arriverà la seconda portarinfuse made in China (cantieri Zhejiang Xinle) e anche questa come le altre gemelle sarà impiegata sulle rotte di cabotaggio

di SIMONE GALLOTTI

Genova - Tira spesso in ballo la fortuna ,Vincenzo Romeo, per spiegare come Nova Marine Carriers, il gruppo che guida da qualche anno, sia riuscito a superare – e bene – la tempesta causata dalla pandemia. Lo fa anche perché è scaramantico, come tutti in famiglia: «Non diamo nomi di familiari alle nostre navi, perché è meglio affezionarsi alle persone che alle cose. E poi perché quando abbiamo trasgredito a questa regola, la nave con il nome di mia nonna è finita sugli scogli dopo poche miglia dalla partenza del viaggio inaugurale». La sorte però c’entra sino ad un certo punto: il giovane manager (38 anni compiuti da qualche mese) ha preso il timone dal padre Giovanni e ha deciso di investire prima del lockdown, sfruttando la crisi a proprio vantaggio. «Abbiamo in Cina un piano molto ampio di espansione della nostra flotta: abbiamo firmato per la costruzione di 18 nuove navi ad un prezzo decisamente interessante».

Tra pochi giorni arriverà la seconda portarinfuse made in China (cantieri Zhejiang Xinle) e anche questa come le altre gemelle sarà impiegata sulle rotte di cabotaggio. Romeo però non punta solamente sulle nuove costruzioni: ha appena finalizzato l’acquisto di una nuova nave da 38 mila tonnellate, la “Sider Olympia” (che sarà operativa tra un mese o due al massimo) gemella della “Sider Monte di Procida” entrata in servizio a febbraio e seguita nello stesso periodo dalla “Sider Onda”. La strategia è stata semplice ed efficace: «Abbiamo tagliato molti costi, siamo rimasti in prima linea a lavorare ogni giorno per poter avere gli strumenti adeguati e quindi investire alla fine delle tempesta» spiega il manager. La serie delle “Sider” fa parte di una flotta di navi più grandi: il gruppo schiera piccole e medie bulk carrier per trasportare i prodotti per il settore siderurgico e per quello del cemento. La compagnia, che a Genova ha uffici operativi, è il frutto di un matrimonio che da 25 anni unisce la famiglia Romeo con Bruno Bolfo e Tonino Gozzi, numero uno di Duferco Italia e presidente dell’Entella. E poi ci sono le alleanze «fatte per rendere più forte l’azienda» spiega Romeo. «La leadership nel trasporto di cemento, ad esempio, si è consolidata quando abbiamo intensificato il rapporto con gruppo canadese Algoma, poi abbiamo puntato molto sul trasporto di lavorati e semilavorati dell’acciaio e abbiamo diversificato sul Danubio, investendo nel trasporto con chiatte di fertilizzanti e grano». Lo sbarco nella logistica è la prossima sfida di Nova Marine che ha il quartier generale a Lugano, ma che rimane ancorata agli uffici di Genova dove ha sede la controllata Sidernavi Spa.

«Le tre filiere di business sono le navi cementiere, le handysize e le unità per lo shortsea con un occhio vigile su opportunità di nuovi business» spiega Romeo. Come il contratto sul trasporto di gesso: «È stato bravo mio fratello Antonello ad avere questa intuizione, perché quel materiale ci ha consentito di fare grandi numeri durante la crisi del Covid: il boom strutture di emergenza sanitaria e la costruzione di nuovi ospedali ha fatto schizzare la domanda al massimo». Nuovi mercati, come la penetrazione, iniziata 6 anni fa «con grande prudenza nelle Filippine dove abbiamo schierato 5 navi» e poi la presenza in Medio Oriente e nel Golfo. «Bandiera italiana sulle nostre navi? Al momento ne abbiamo una sola, sarei felicissimo di estenderla anche al resto della flotta, ma la burocrazia è troppa: abbiamo bisogno di servizi più veloci e flessibili». —

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