Borriello: "L'emergenza Covid ha reso più attuale il tema della sostenibilità"

"Un gruppo come Barilla ha impiantato sulla ferrovia i trasporti verso la Germania, spostando traffico dalla strada. Le piccole imprese devono essere guidate verso questo tipo di sensibilità"

Una portacontainer Msc nel Golfo di Genova

di Alberto Ghiara

Genova - Gli spedizionieri non gestiscono direttamente la fase del trasporto, ma sono essenziali nella sua organizzazione. Il tema della sostenibilità li trova quindi pienamente coinvolti. Ma che cosa si intende per sostenibilità? “Con sostenibilità - risponde Armando Borriello, presidente del Gruppo giovani di Fedespedi - non intendiamo soltanto l’aspetto ambientale (come a esempio le emissioni) che pure è centrale, ma anche, in senso lato, gli aspetti sociale e economico. L’emergenza Covid ormai ha chiarito come sia vitale il tema della sostenibilità. Gli spedizionieri sono i committenti dei soggetti che determinano l’impatto ambientale nei trasporti e nella logistica. Non abbiamo un controllo diretto su queste attività, ma come Fedespedi sentiamo l’obbligo di creare una sensibilità su questo tema anche nella nostra categoria. In particolare, il compito di Fedespedi Giovani è quello di portare un nuovo approccio a questi temi nel campo delle spedizioni”.

Grandi aziende internazionali si stanno adeguando a offrire servizi sostenibili anche per motivi di competitività, visto che i clienti cercano questo valore aggiunto e scelgono chi lo offre. In Italia com’è la situazione, che cosa vi chiedono i clienti?
“L’economia italiana è tipicamente composta soprattutto da aziende di dimensioni piccole e medie, che sono il cuore produttivo del Paese. Le grandi aziende hanno già avviato un percorso di tracciamento delle proprie filiere per garantirne la sostenibilità. Un gruppo come Barilla ha impiantato sulla ferrovia i trasporti verso la Germania, spostando traffico dalla strada. Le piccole imprese devono essere guidate verso questo tipo di sensibilità. Il nostro impegno come spedizionieri è far percepire ai clienti il valore aggiunto del trasporto sostenibile”.

Come sta andando questo impegno?
“Per noi del Gruppo giovani è un lavoro in più, siamo pionieri sul tema green, dobbiamo superare l’ostacolo del fatto che i clienti non riescono a percepire il valore di questo tema, e spesso è difficile farlo anche al nostro interno. Il mondo della merce è molto eterogeneo. I grandi gruppi utilizzano le piattaforme di tendering per richieste di dati sulle emissioni, le piccole aziende non si interfacciano ancora con le piattaforme come fanno le più grandi”.

Che cosa state facendo in questo senso?
“Abbiamo avviato un percorso concreto di collaborazione con SosLog che ha portato alla Carta di Padova, firmata anche da Fedespedi, che verrà presentata al forum di Green Logistics. Stiamo lavorando a un iter di sensibilizzazione per le imprese nostre associate, per individuare quali sono gli interessi delle case di spedizione e che cosa possiamo fare per essere più sostenibili”.

Che cosa vi aspettate dal piano europeo Next Generation Ue, che vuole promuovere la sostenibilità?
“L’Unione europea sta dando forti segnali e stimoli, tra cui il Green Deal Europeo annunciato a inizio 2020. L’associazione europea degli spedizionieri, Clecat, ha presentato un position paper che pone gli obiettivi per arrivare alla decarbonizzazione nel 2050, come previsto a livello internazionale. Il paper ha stabilito una serie di indicazioni per definire la capacità di tutti gli attori della logistica di influire sulla decarbonizzazione. Occorre capire come ognuno può ridurre le emissioni. Per questo obiettivo, Clecat indica di combinare il capitale pubblico e quello privato. Non si possono obbligare i singoli soggetti, come autotrasporto eccetera, a compiere questo percorso, che va sostenuto con misure economiche che facciano sì che il capitale privato investa in trasporti sostenibili. Il position paper è uno spartiacque interessante fra il dire e il fare per gli spedizionieri di tutta Europa. Molto spesso il legislatore europeo parte da posizioni teoriche, questo è un contributo concreto che dà valore aggiunto e sottolinea come la nostra categoria sia attiva e voglia dare un contributo alla decarbonizzazione”.

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