Mattioli: "Il governo inserisca i marittimi fra i lavoratori essenziali"

In Italia in questi mesi «i ministeri competenti, con il comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, hanno dimostrato grande attenzione alla problematica dei cambi di equipaggio e sul territorio italiano i diritti dei marittimi sono stati pienamente rispettati» sottolinea Mario Mattioli

Roma - L'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha stabilito che i governi durante la pandemia Covid hanno violato i diritti dei marittimi e non si sono adeguati alle convenzioni sul lavoro marittimo, compreso l'articolo sul dovere di cooperare. Le associazioni degli armatori e dei lavoratori, Ics (International chamber of shipping) e Itf (International transport workers' federation) sottolineano con soddisfazione la «storica sentenza» dell'agenzia speciale delle Nazioni Unite che detta anche una tabella di marcia da attuare per risolvere la crisi, che ha investito oltre 400 mila lavoratori, e tornare al normale funzionamento degli avvicendamenti degli equipaggi, che con le disposizioni sugli spostamenti imposte nei diversi stati dal Covid sono rimasti bloccati a bordo ben oltre la scadenza dei loro contratti.

E l'Ilo ribadisce anche la necessità di riconoscere «senza indugio» i marittimi come «lavoratori chiave». In Italia in questi mesi «i ministeri competenti, con il comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, hanno dimostrato grande attenzione alla problematica dei cambi di equipaggio e sul territorio italiano i diritti dei marittimi sono stati pienamente rispettati» sottolinea Mario Mattioli, presidente di Confitarma. «Tuttavia - aggiunge - un riconoscimento formale da parte del nostro Paese dei marittimi come lavoratori essenziali potrebbe essere utile anche per il loro necessario inserimento fra le categorie di soggetti che devono avere la priorità nell'imminente avvio del programma di vaccinazione anti-Covid».

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