Guardia Costiera, in un anno eseguite 1.227 ispezioni PSC

Rimosse oltre 7 tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini, pari a circa 240mila bottiglie di plastica. E per l'attività di controllo pesca, oltre 7 milioni di euro di sanzioni, per 340 tonnellate di prodotto irregolare, un terzo del quale di provenienza estera.

Roma - Soccorsi, a seguito di operazioni SAR (Search and Rescue), 4.775 migranti e 3.416 tra diportisti, pescatori, equipaggi marittimi, bagnanti e subacquei. Eseguite 1.227 ispezioni PSC (Port State Control) su navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 64 sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità concernenti la sicurezza della navigazione.

Rimosse oltre 7 tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini, pari a circa 240mila bottiglie di plastica. E per l'attività di controllo pesca, oltre 7 milioni di euro di sanzioni, per 340 tonnellate di prodotto irregolare, un terzo del quale di provenienza estera. Il sequestro di oltre 120 km di reti irregolari. Sono alcuni dei dati relativi all'attività svolta nel 2020 dalla Guardia Costiera che ha stilato un bilancio dell'anno ormai concluso. Di rilievo anche il lavoro amministrativo espletato dal Corpo in questo 2020.

Tra certificati, autorizzazioni, pareri, nulla osta, licenze e quant'altro, sono stati erogati per l'utenza più di 270.000 atti amministrativi. Oltre 8.000 le patenti nautiche rilasciate a fronte di 2.270 sessioni di esame. A tutto ciò si affiancano la campagna ambientale "Alla natura non serve", il cui spot è ancora in programmazione nell'emittente televisiva nazionale, nata dalla collaborazione tra il Comando Generale della Guardia Costiera e il Ministero dell'Ambiente, per sensibilizzare l'opinione pubblica a favore del corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell'ambiente marino e costiero.abbandonate; e la campagna «dal lockdown alla ripartenza» e la 4^ campagna di monitoraggio ambientale nelle aree marine protette realizzata grazie all'intervento congiunto della componente aeronavale del Corpo, dei nuclei sub e dei laboratori ambientali mobili. «Le capacità professionali degli uomini e delle donne della Guardia Costiera, la loro capacità ad adattarsi ai cambiamenti, quella di offrire all'utenza del mare e dei porti soluzioni flessibili e innovative - ha dichiarato il Comandante Generale del Corpo, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino -, costituiranno le leve, su cui le Capitanerie di porto - Guardia Costiera continueranno a costruire la prossima ripartenza».

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