Un mega-fondo per decarbonizzare il trasporto marittimo

Roma - L'industria marittima accoglie con favore la proposta moon-shot dei governi di istituire un fondo di cinque miliardi di dollari per accelerare la ricerca e lo sviluppo necessario per aiutare il trasporto marittimo a raggiungere gli obiettivi delle Nazioni Unite per la decarbonizzazione. La proposta è stata presentata in settimana all'Organizzazione marittima internazionale (Imo)

Roma - L'industria marittima accoglie con favore la proposta moon-shot dei governi di istituire un fondo di cinque miliardi di dollari per accelerare la ricerca e lo sviluppo necessario per aiutare il trasporto marittimo a raggiungere gli obiettivi delle Nazioni Unite per la decarbonizzazione. La proposta è stata presentata in settimana all'Organizzazione marittima internazionale (Imo) dai governi che controllano una quota importante del tonnellaggio marittimo mondiale. A riferirlo sono le principali organizzazioni marittime internazionali (Bimco, Clia, Imca, Intercargo, International Chamber of Shipping Intertanko, Ipta e World Shipping Council). Questo nuovo fondo da cinque miliardi di dollari sosterrà un nuovo International Maritime Research and Development Board (Imrb) avente il fine di commissionare programmi di collaborazione per la ricerca applicata e lo sviluppo R&D di tecnologie a zero emissioni di CO2, specificamente adattate per applicazioni marittime, compreso lo sviluppo di prototipi funzionanti.

Il fondo aiuterà anche i progetti di riduzione di anidride carbonica nei Paesi in via di sviluppo, comprese le nazioni insulari del Pacifico. L'industria marittima, sottolineano dalle associazioni, sta sollecitando tutti i governi ad approvare questa proposta sostenuta dalle principali nazioni marittime, tra le quali Georgia, Grecia, Giappone, Liberia, Malta, Nigeria, Palau, Singapore, Svizzera - nel corso dell'importante riunione presso l'Imo a Londra nel novembre 2021, che coinciderà con la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (Cop 26) a Glasgow. Questa è l'unica proposta dettagliata disponibile per fornire velocità e portata adeguate come richiesto dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. L'incapacità degli Stati membri delle Nazioni Unite di sostenere questa iniziativa potrebbe rallentare in modo significativo i progressi verso la decarbonizzazione delle navi.

La decarbonizzazione può avvenire solo con un'accelerazione significativa nel campo della ricerca e dello sviluppo, poiché non esistono ancora tecnologie a zero emissioni di carbonio che possano essere applicate su larga scala alle grandi navi oceaniche. Un programma di ricerca e sviluppo ben finanziato, che l'industria ha accettato di pagare all'interno di un quadro normativo globale, deve iniziare immediatamente sotto la supervisione dell'Imo: «Riconoscendo l'urgenza e l'ambizione necessarie per decarbonizzare, le organizzazioni dell'industria marittima mondiale chiedono a tutti i governi di essere dalla parte giusta della storia nel sostenere questa ambiziosa proposta. Lo shipping internazionale trasporta oltre l'80% del commercio globale ed emette il 2% delle emissioni globali. La grande sfida non è costruire una singola nave a zero emissioni di CO2, la grande sfida è creare le tecnologie necessarie per decarbonizzare l'intera flotta globale velocemente e su larga scala», concludono le organizzazioni dello shipping.

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