"Mettiamo in connessione tutto il Mediterraneo. Investimento sulla linea La Spezia-porti libici"

"Vogliamo continuare ad essere l’azienda di riferimento per i trasporti nel Mediterraneo offrendo soluzioni efficaci ai nostri clienti. Le parole chiave del nostro gruppo sono: soluzioni, qualità, sostenibilità"

Danilo Ricci (Tarros)

«Il gruppo Tarros - dice Danilo Ricci, General Manager di Tarros - attraverso il suo network offre un servizio personalizzato al cliente e dal 1828 costruisce il proprio sviluppo sull’innovazione, la passione e il rispetto del territorio in cui operano le sue società. Ogni giorno grazie al lavoro dei suoi 610 dipendenti, collega le diverse sponde del Mar Mediterraneo, 16 Paesi, 31 porti e oltre 450 milioni di abitanti offrendo un sistema efficiente e modulare in tutte le fasi del trasporto».


Quali sono le vostre prospettive per l’anno in corso?

«Vogliamo continuare ad essere l’azienda di riferimento per i trasporti nel Mediterraneo offrendo soluzioni efficaci ai nostri clienti. Le parole chiave del nostro gruppo sono: soluzioni, qualità, sostenibilità. Un importante investimento è stato fatto per lo sviluppo della linea Libia che collega il porto della Spezia con i principali porti libici dal 1975».

Anche il settore shipping-logistica si sta adeguando alle richieste di decarbonizzazione e progressiva riduzione dell’impatto ambientale: voi quali scelte sono avete adottato?
«Un gran passo in avanti è stato fatto dal 1 gennaio 2020 con l’introduzione del nuovo regolamento in materia di emissioni di zolfo dei trasporti marini che porta il limite da 3.5% a 0,5%. Tra tutte le modalità di trasporto, la nave portacontainer è la meno impattante a livello ambientale. Il gruppo Tarros ha deciso di ottimizzare il trasporto via nave promuovendo partnership con altri operatori del Mediterraneo al fine di offrire il miglior servizio possibile con il minor numero di navi impiegate. Per quanto riguarda il trasporto camionistico la società di autotrasporti Carbox si impegna a ridurre le emissioni utilizzando camion Euro 5/6 di ultima generazione».

Qual è il suo giudizio a proposito di quanto si stia facendo in Italia nel settore per ridurre le emissioni dei gas serra e contrastare il cambiamento climatico?
«La legislazione attuale prevede incentivi per l’utilizzo delle Autostrade del mare, trasporti camion-traghetto-camion. Questo tipo di trasporto è sicuramente più sostenibile del trasporto Full Truck ma è meno sostenibile di un trasporto treno-nave portacontainer-treno. Ci auguriamo che nell’ottica di un futuro che valorizzi le soluzioni meno impattanti, il trasporto via nave portacontainer sia giustamente valorizzato».

Che cosa pensa a proposito del Recovery Plan?
«Il Recovery Plan è una grande occasione di ripartenza dell’Italia dopo la pandemia da Covid 19. È un piano completo che tocca diverse tematiche di fondamentale importanza per lo rilancio e la modernizzazione del Paese Per quanto ci riguarda, la cifra dedicata alle infrastrutture e all’intermodalità è di 31,4 miliardi di euro di cui una quota è dedicata alla logistica e all’intermodalità. Ci auguriamo che questi fondi siano effettivamente spesi, abbiamo tanto bisogno di migliorare le infrastrutture».

Quali sono, a suo parere, le opportunità che il suo settore potrà cogliere dal maxi-piano di investimenti di provenienza europea?
«La pandemia ha evidenziato l’importanza della catena logistica nella vita di tutti i giorni. Investire in questo settore perché sia sempre più efficiente e green è fondamentale. Digitalizzazione della catena logistica, green ports, modernizzazione delle infrastrutture ed efficientamento energetico sono pilastri su cui si regge il futuro del nostro settore e, più in generale, il futuro dell’economia del nostro Paese».

Qual è il suo giudizio a proposito dello stato di salute delle infrastrutture marittime e terrestri in Italia?
«La naturale conformazione delle coste italiane ha facilitato la nascita di molti porti commerciali. Questo vantaggio non è pienamente sfruttato perché la rete infrastrutturale che collega i porti agli snodi produttivi è molto spesso insufficiente. Investimenti in questo ambito sono fondamentali per creare una rete infrastrutturale completa ed efficiente».

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