Flotta peschereccia, in un anno perso il 26% dei ricavi

Mazara del Vallo - La flotta peschereccia italiana nel Mediterraneo, secondo i dati aggiornati a dicembre 2020 resi noti dalla Uila nel corso di un convegno a Mazara del Vallo, consta di 11 mila unità da pesca, per un tonnellaggio totale di 139 mila tonnellate di stazza lorda, a bordo delle quali sono occupati circa 25 mila lavoratori

Mazara del Vallo - La flotta peschereccia italiana nel Mediterraneo, secondo i dati aggiornati a dicembre 2020 resi noti dalla Uila nel corso di un convegno a Mazara del Vallo, consta di 11 mila unità da pesca, per un tonnellaggio totale di 139 mila tonnellate di stazza lorda, a bordo delle quali sono occupati circa 25 mila lavoratori.

Rispetto al 2004 questa flotta si è ridotta del 19,8%, in numero di barche e del 27,6% e 23,5%, rispettivamente in termini di tsl e kilowatt complessivi sviluppati dai motori delle barche, a seguito delle politiche di riduzione dello sforzo di pesca che hanno incentivato la demolizione delle imbarcazioni di maggiori dimensioni.

Nel 2020 la produzione ittica dell’Italia, spiega la Uila Pesca, si è attestata intorno a 130 mila tonnellate, per un ricavo di 642,4 milioni di euro. In un solo anno, rispetto al 2019, si è perso il 26% della produzione e il 28% dei ricavi. A causa della pandemia e della riduzione delle uscite in mare, nel 2020 si è pescato per una media di 130-140 giorni in Adriatico e di circa 180 in Tirreno. E nel prossimo futuro le giornate diminuiranno ancora, avendo la Commissione europea già previsto una ulteriore riduzione dello sforzo di pesca tra il 7 e il 14%, a seconda delle diverse regioni, fino a 115-125 in Adriatico e 160-165 nel Tirreno.

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