Matacena: “Lng? Soluzione impraticabile per assenza di produzione, stoccaggio e distribuzione”

“Le nostre prossime navi per lo Stretto e Isole Minori saranno anch'esse bifuel. L'eco compatibilità non è un'opzione modaiola, ma una strategia obbligata per chi ha a cuore le sorti del pianeta”

Lorenzo Matacena

di ANGELO MARLETTA

Navi sempre più eco-compatibili, risorse umane culturalmente preparate e protagoniste della transizione ambientale che sta coinvolgendo lo shipping nazionale e il deficit infrastrutturale che attanaglia il Mezzogiorno italiano specificamente nelle reti di distribuzione dei prodotti energetici.

Questi sono solo alcuni dei punti che l’armatore Lorenzo Matacena di Caronte Tourist (una flotta composta da una trentina di navi ro-pax impiegati nei collegamenti nello Stretto di Messina e per le isole minori della Sicilia ndr) affronta nell’intervista che segue cogliendo anche l’occasione per tracciare un bilancio in chiaro scuro a tre anni dall’entrata in servizio della nave bifuel Elio, la prima alimentata a Lng ad operare nello Stretto di Messina. L’armatore siciliano ribadisce le strategie della compagnia che, comunque, nei prossimi anni continuerà ad investire su nuove navi bifuel.
Una compagnia armatrice come la vostra in che modo si sta preparando ad affrontare le nuove sfide per uno shipping sempre più green?
“Lavoriamo da anni, sul piano della cultura aziendale a una prospettiva green che giudichiamo ineludibile. Gli investimenti, conseguenzialmente, hanno riguardato e riguardano aspetti inerenti le risorse umane, dalla formazione al reclutamento di figure professionali specializzate, alle policy plastic free, oltre che ovviamente navi eco compatibili”.

Idrogeno, batterie, pannelli solari. Quali soluzioni tecnologiche ritiene siano più consone per il vostro gruppo armatoriale, impegnato nei collegamenti con le isole minori dove i temi legati all’impatto ambientale sono particolarmente sensibili?
“Qualunque soluzione deve essere concretamente realizzabile ed esigibile.
Mi spiego: scegliemmo di realizzare la nostra ammiraglia sullo Stretto di Messina, la Elio, a propulsione bifuel. Solo che in Italia - e in particolare nel meridione - l'alimentazione a Lng è impraticabile per assenza di produzione, stoccaggio e distribuzione, con buona pace della sensibilità verde. Seguiamo, dunque, con la massima attenzione gli sviluppi della ricerca e decideremo sulla base della concretezza di ogni innovazione tecnologica”.
La vostra società, prima in Italia, ha scommesso sull’alimentazione a Lng. A tre anni dall’ingresso della ro-pax Elio quale consuntivo traccia?
“Come detto, il bilancio non può essere in attivo, e non per nostra responsabilità. Eppure rifaremmo altre mille volte quella scelta, anzi l'abbiamo rifatta”.
In che senso?
“Le nostre prossime navi per lo Stretto e Isole Minori saranno anch'esse bifuel. L'eco compatibilità non è un'opzione modaiola, ma una strategia obbligata per chi ha a cuore le sorti del pianeta”.
Può specificare il programma delle vostre nuove costruzioni?
“Abbiamo già ordinato al cantiere turco Sefine una nave bifuel e ibrida classe B per i collegamenti con le isole minori. Inoltre, a breve termine avremo in ordine una nave gemella della Elio, anch’essa bifuel e ibrida mentre, a carico della Regione siciliana, nei prossimi anni saranno realizzate due navi bifuel in classe A che impiegheremo rispettivamente nelle tratte Porto Empedocle-Lampedusa e Trapani-Pantelleria. I nostri programmi infine, nel medio periodo, prevedono una terza unità Classe Elio e due ulteriori navi per le isole minori”.
Negli ultimi mesi il dibattito sul ponte nello Stretto Messina ha ripreso vigore. In che modo, questa grande opera, influirà sul flusso dei collegamenti tra Continente e Sicilia?
“Il Ponte sullo Stretto è un argomento che riaffiora carsicamente a ogni campagna elettorale o a ogni cambio di maggioranza politica. Dal punto di vista trasportistico, il manufatto stabile ha una valenza prevalentemente ferroviaria e dunque ha senso soprattutto in un contesto di investimenti per portare l'alta velocità nell'isola. In ogni caso, esempi internazionali dimostrano che quote importanti di trasporto marittimo sopravvivono anche nel caso di realizzazione di ponti, per ragioni diverse. Chi vivrà, vedrà e comunque per realizzare un ponte serve un cantiere a mare. E allora mi domando cosa è meglio delle nostre navi che potrebbero esserne la piattaforma logistica...”.

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