Tirrenia, il giudice: “Onorato Armatori non deposita bilanci da anni”

L'omologazione è l'ultima fase della procedura di concordato quando il Tribunale può decidere se accettare la richiesta, evitando così il fallimento.

Un traghetto Moby a Barcellona

Milano - Tra le ragioni per cui il Tribunale di Milano sezione Imprese ha dato il via libera al sequestro conservativo di 20 milioni alla Onorato Armatori, c'è il fatto che la società "non approva i bilanci da anni, sicché non dà informazioni aggiornate sulla sua situazione patrimoniale e finanziaria e ciò in danno soprattutto dei suoi creditori".

Lo scrive il giudice Amina Simonetti nel provvedimento con cui autorizza Tirrenia Navigazione in Amministrazione Straordinaria al sequestro conservativo "di beni mobili e immobili di Onorato Armatori srl nei limiti in cui la legge permette il pignoramento fino alla concorrenza del valore di 20 milioni di euro".

L'omologazione è l'ultima fase della procedura di concordato quando il Tribunale può decidere se accettare la richiesta, evitando così il fallimento. Nel provvedimento, il giudice Amina Simonetti della sezione specializzata Imprese ricorda che Moby e Cin "si trovano in concordato preventivo in continuità e che l'adunanza dei creditori, originariamente fissata ad aprile 2022 per consentire a Cin di modificare il piano e la proposta proprio in relazione al credito di Tirrenia. La proposta - viene spiegato - ne prevederebbe il pagamento nella percentuale dell'80% subito dopo la definitività dell'omologa".

Il giudice sembra mostrarsi “ottimista” verso l'omologa in considerazione del fatto che Tirrenia "non ha evidenziato fattori che possano portare a ritenere che il soddisfacimento del suo credito in ambito concordatario non sia una prospettiva reale". Il pagamento della "rilevantissima percentuale dell'80% a omologa del concordato", è il ragionamento del Tribunale, presenta sì "elevati profili di rischio, anche in considerazione del contenuto del piano contiene profili di fragilità", ma "è ragionevole ipotizzare un voto favorevole di Tirrenia stante la percentuale concordataria offerta e il fatto che la proposta concordataria in continuità si presenta come la soluzione che dà al ceto creditorio la più estesa tutela, soprattutto a raffronto con l'alternativa della procedura di amministrazione straordinaria".

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