Confitarma nel segno di Dante: “Serve una nave robusta che possa sopportare la tempesta e il cattivo tempo”

Le parole del presidente Mario Mattioli in occasione dell'evento organizzato insieme alla Società Dante Alighieri intitolato 'Dante, il mare e le navi: viaggio verso la transizione ecologica di un paese marittimo'

Guerini, Mattioli, Giovannini e Sisto

Roma - "Confitarma ha voluto fortemente dare vita a un momento di riflessione sulla grande e 'ineluttabile' sfida della transizione ecologica che tutti noi - Istituzioni, imprese, lavoratori e naturalmente società civile - siamo chiamati ad affrontare. Un'esigenza che è presente anche nell'opera di Dante che, in particolare, nel famoso sonetto de Le Rime, dice che vorrebbe andare per mare verso lidi lontani con una nave robusta che possa sopportare la tempesta, il cattivo tempo e ogni altro tipo di ostacolo". Ad affermarlo è il presidente di Confitarma, Mario Mattioli in occasione dell'evento organizzato insieme alla Società Dante Alighieri intitolato 'Dante, il mare e le navi: viaggio verso la transizione ecologica di un paese marittimo'.

Dante, rileva Mattioli, "fa una valutazione ponderata di tutti i fattori in gioco che, poi, è l'essenza della navigazione: dirigersi verso un porto stabilito tramite la rotta più idonea, conveniente e sicura, oltre che breve e quindi economica. Nel nostro caso il 'porto stabilito' è il passaggio cruciale della decarbonizzazione che il trasposto marittimo, insieme a tutti gli altri comparti industriali, è chiamato necessariamente ad affrontare". "Condivido la scelta di Confitarma di partire da Dante e quindi dalla cultura, per parlare di transizione ecologica, che è al centro della politica di questo Governo", commenta il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

Mario Mattioli e Ugo Salerno

"La transizione ecologica prima si fa nella nostra testa, poi nelle scelte. Dobbiamo quindi affrontare anche la transizione culturale, che ruota intorno al tema dell'innovazione, in cui l'Italia può vantare alcune eccellenze. Ma purtroppo - sottolinea il ministro -, ci sono ancora diversità di orientamento nel sistema delle imprese. Dobbiamo essere capaci di posizionarci sulla frontiera e non essere follower. Questo significa anche cultura della responsabilità verso le generazioni attuali e verso quelle del futuro".

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