La Cina vara la prima nave da crociera realizzata in collaborazione con Fincantieri

Il cantiere SWS, controllato da CSSC, ha iniziato i lavori nell’ottobre 2019 con il taglio della prima lamiera e nonostante il Covid ha proseguito i lavori fino all’impostazione dello scafo in bacino il 10 novembre del 2020

La prima nave da crociera cinese

di Matteo Martinuzzi

Per l’industria navalmeccanica cinese lo scorso 17 dicembre è stata una data storica: si è svolto il varo tecnico della prima grande nave da crociera costruita in un cantiere cinese.
Lo scafo, ancora grezzo ma tutto addobbato, è stato fatto galleggiare con l’allagamento del bacino di costruzione. Per festeggiare l’evento è stato creato un arcobaleno a prua della nave tramite getti d’acqua in segno di buon auspicio. Ora la nave, completa al 55%, è stata trasferita alla banchina di allestimento per proseguire il lavoro sugli apparati tecnici e gli allestimenti alberghieri.
Questo evento arriva dopo un lungo percorso iniziato oltre 7 anni fa con il primo accordo tra Carnival Corporation & Plc., Fincantieri e il Lloyd’s Register per lo sviluppo del settore in Cina. L’ordine vero e proprio per le prime due navi da circa 135.000 tonnellate di stazza lorda è arrivato invece nel 2018 a seguito della stipula di una joint venture tra il colosso delle crociere americano, l’azienda italiana e China State Shipbuilding Corporation (CSSC).

Le due navi da crociera si basano sul progetto della classe “Vista” sviluppato da Fincantieri per i marchi Carnival Cruise Line e Costa Crociere. Come le 5 sorelle di costruzione “italiana” saranno lunghe 323 metri, larghe 37,20 e avranno una capacità di 5.246 passeggeri. Ovviamente gli interni seguiranno i desiderata dei turisti con gli occhi a mandorla.
La joint venture costituita da Fincantieri e CSSC Cruise Technology Development Co. Ltd fornisce in licenza al cantiere Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding Co. (SWS) la piattaforma tecnologica e una serie di servizi tecnici, tra i quali attività di project management, gestione della catena di fornitura e vendita di sistemi e componenti fondamentali. Lasciando in mani cinesi la costruzione dello scafo sta diventando un affare dal grande potenziale per l’industria del “Made In Italy” l’allestimento tecnico ed alberghiero di queste due navi la cui consegna è prevista nel 2023 e nel 2024. In quest’ottica va sottolineata la commessa ricevuta dall’azienda pordenonese Marine Interiors, controllata da Fincantieri, per la fornitura di circa 2.800 cabine prefabbricate per la prima unità in programma; Altra azienda nostrana che ha già annunciato di essere protagonista in Cina è la trevigiana Somec.
«Essendo le unità più difficili da progettare e costruire, le grandi navi da crociera sono gli unici prodotti navali ad alta tecnologia e ad alto valore aggiunto che la Cina non è ancora stata in grado di realizzare», ha dichiarato CSSC in una nota. «Il numero di parti e componenti di una grande nave da crociera è cinque volte superiore a quello di altri tipi di navi. Il solo cablaggio raggiunge oltre 2.600 miglia e le ore di lavoro totali per l’intera nave equivalgono a 20 volte quelle di una nave portarinfuse Capesize».


Il cantiere SWS, controllato da CSSC, ha iniziato i lavori nell’ottobre 2019 con il taglio della prima lamiera e nonostante il Covid ha proseguito i lavori fino all’impostazione dello scafo in bacino il 10 novembre del 2020. La consegna della prima nave è prevista per il settembre 2023. Tempi lunghi se li compariamo alla realizzazione del prototipo Carnival Vista a Monfalcone tra il 2014 e il 2016: il cantiere isontino ci aveva messo circa 9 mesi per l’assemblaggio dello scafo ed altri dieci per l’allestimento alberghiero. Questi numeri ci fanno vedere quanto sia ancora complesso per un cantiere cinese essere competitivo come uno europeo nelle costruzioni ad alto contenuto tecnologico.
Nonostante ciò, la Cina sta studiando il progetto della sua prima nave da crociera di concezione interamente nazionale: certo bisognerà vedere come si svilupperà il settore crocieristico in Cina nei prossimi anni dopo la battuta d’arresto dovuta al Covid.

Un’incognita è anche come verrà “brandizzata” la nave appena varata: infatti CSSC non ha comunicato né il nome, né la livrea definitiva, anche se in un modello di presentazione la nave appariva con i colori AIDA. Chissà se questa nuova compagnia porterà un nuovo nome o no, per ora le due navi rilevate da Costa Crociere mantengono nome e livrea italiane
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA