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Effetto Omicron sulle crociere, Norwegian Cruise Line rivede i piani

Sulla scelta ha anche pesato i calo di prenotazioni successivo al boom delle festività natalizie che va ad accoppiarsi ad un calo dovuto all’emergenza sanitaria

Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura

Navi da crociera a Miami il 6 gennaio 2022

 

Norwegian Cruise Line è la prima grande compagnia americana a modificare i suoi programmi a causa della variante Omicron che ormai imperversa negli Stati Uniti (che hanno superato il milione di casi giornalieri). Questo popolare marchio mass market ha annullato una serie di partenze ed ha anche spostato le date di riavvio di alcune delle sue navi da crociera di diverse settimane poiché si è trovato ad affrontare le sfide operative dovute a questa nuova recrudescenza del Covid-19.

Sono stati annullati i seguenti viaggi programmati: Norwegian Getaway partenza del 5 gennaio; Norwegian Pearl partenze fino al 14 gennaio incluso; Norwegian Sky partenze fino al 25 febbraio incluso; Pride of America partenze fino al 26 febbraio incluso; Norwegian Jade partenze fino al 3 marzo incluso; Norwegian Star partenze fino al 19 marzo incluso; Norwegian Sun partenze fino al 19 aprile incluso; Norwegian Spirit partenze fino al 23 incluso.

Vediamo ora come è stata strutturata la ripartenza di queste unità. “Getaway” riprenderà da Miami il 14 gennaio, mentre la “Pearl” riprenderà dallo stesso porto il 17. Sempre dal porto principale della Florida salperà la “Sky” il 2 marzo, mentre il suo riavvio originale era previsto per il 14 febbraio. Le crociere alle Hawaii della “Pride” partiranno il 5 marzo invece del 22 gennaio. La “Jade” ripartirà da Civitavecchia il 30 marzo, mentre la “Star” salperà da Barcellona il 3 aprile con conseguente cancellazione della stagione in Sudamerica che doveva prendere il via a gennaio. La “Sun” riprenderà il servizio dall’Alaska il 5 maggio con la sua stagione primaverile in Asia cancellata. La “Spirit” partirà da Tahiti il 7 maggio mentre in precedenza era previsto il suo riavvio dall’Australia alla fine di marzo.

Invece la Norwegian Jewel ripartirà il 20 marzo come originariamente previsto salpando da Panama City.

Cosa ha portato NCL ad una così drastica riduzione del suo programma? In primis bisogna ricordare che questa compagnia accetta a bordo solo passeggeri completamente vaccinati, quindi non accetta a bordo neppure i bambini che il vaccino non lo possono fare. Idem per quanto riguarda l’equipaggio che è completamente immunizzato. Il problema che si sta riscontrando un po’ su tutte le navi in giro per il mondo è che la nuova variante riesce a bucare più facilmente tutti i severi controlli imposti dalle compagnie crocieristiche. Parliamo quindi dei tamponi prima e durante la crociera.

La cosa positiva è che i protocolli riescono a rilevare facilmente gli ospiti infettati visto che per ogni crociera si fanno 2/3 tamponi. Quindi non c’è il rischio di una diffusione pandemica a bordo senza controllo come era successo nel 2020 su diverse navi. Il problema attuale è che ai Caraibi con un numero maggiore di positivi a bordo superiore all’1% della popolazione ospitata, diversi porti negano l’attracco alle navi sconvolgendo gli itinerari. Inoltre maggiori sono i membri dell’equipaggio in isolamento o quarantena, più difficile sarà per i passeggeri ricevere un servizio secondo gli standard della compagnia.

Inoltre, vista la difficoltà nell’organizzazione dei viaggi aerei, è difficoltoso rimpiazzare i membri dell’equipaggio sbarcati, ma anche far arrivare alle navi i passeggeri prenotati. Perciò tutti questi fattori rendono difficoltoso programmare le crociere soprattutto per i viaggi con lunghi trasferimenti; quindi i viaggi di prossimità come quelli del Mediterraneo restano la garanzia migliore in questo momento. Idem per le navi partenti dagli stati costieri americani che imbarcano passeggeri principalmente di quelle regioni.

Infine sulla scelta di NCL ha anche pesato i calo di prenotazioni successivo al boom delle festività natalizie che va ad accoppiarsi ad un calo dovuto all’emergenza sanitaria che influisce senza dubbio sulla propensione a viaggiare dei consumatori.

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