Mattioli, la ricetta francese per il ministero del Mare

Durante il convegno Progetto Mare organizzato da Confindustria, Mario Mattioli, presidente Confitarma e Federazione del Mare, è intervenuto alla tavola rotonda “Governance e riforme, infrastrutture e intermodalità”

Genova - Durante il convegno Progetto Mare organizzato da Confindustria, Mario Mattioli, presidente Confitarma e Federazione del Mare, è intervenuto alla tavola rotonda “Governance e riforme, infrastrutture e intermodalità”, ricordando che l’economia del mare rappresenta un fattore di sviluppo importante, non solo per il nostro sistema Paese ma per tutto il mondo: il 90% delle merci viaggia via mare. Purtroppo, aggiunge però Mattioli, la vocazione marittima del nostro Paese si è un po' persa "e non siamo più capaci di individuare nel mare un fattore di sviuppo. Invece, si tratta di una realtà che per il suo rilievo e la sua integrazione ben richiederebbe una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo. In questo contesto, la parola governance è straordinaria, e se ben ben interpretata può rappresentare un vantaggio compettivo".

Da tempo la Federazione chiede un ministero del Mare, "ma il modello a cui vorremmo ispirarci è quello francese, che sulla base dell'esperienza pluriennale di un segretariato del Mare, ha creato un organismo che mette a sistema le diverse competenze marittime, riconoscendo il ruolo fondamentale dell'economia blu, sulla base di tre fattori: supporto e idea innovatva della politica, forte amministrazione e un ampio coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti che devono essere promotori e stimolatori affinchè questo sistema possa funzionare. In pratica, tutto ciò che ha a che fare con il mare". In Francia è stato posto sotto un'unica direzione, creando un ambiente unico con una forte direzione generale che dipende da tutti i ministeri competenti per le varie materie legate al mare: uno sportello unico in cui trasporti marittimi, cantieri, porti, pesca, ecc... avranno un unica interfaccia ma sulla quale sarà fondamentale l'input degli stakeholder.

La pandemia e l'attuale conflitto in Ucraina hanno evidenziato l'importanza della filiera logistica, che inizia e finisce con trasporto marittimo, e che grazie ai suoi lavoratori chiave non si è mai fermata consentendo l'approvvigionamento quotidiano dei cittadini, sia di prodotti energetici, alimentari e sanitari. D'altra parte il settore è stato penalizzato, specie il trasporto crociestico e passeggeri che si è completamente fermato per quasi due anni. Quello che in particolare è emerso è l'esigenza di semplificazione normativa e di riforme concrete da poter attuare in tempi rapidi, sulla base di una pianificazione che coinvolga l'industria nelle scelte. In sintesi, semplificazione come strumento di sviluppo industriale, riforme veloci sulla base di una pianificaziobe e confronto ampio e trasparente con l'industria.

Infine, in merito alla prossima estensione deli benefici del registro Internazionale alle altre bandiere europee, Mattioli ha evidenziato l'esigenza di allineare i costi della nostra bandiera a quelli delle altre bandiere comunitarie che hanno costi inferiori per evitare la perdita di competitività del nostro sistema, spesso legata alle procedure imposte dalla nostra amministrazione.

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