In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

Mar Nero, assicurazioni alle stelle: mezzo milione per una sola nave

Il traffico marittimo sul Mar Nero non si è fermato, e chi accetta di oltrepassare il Bosforo ed entrare nell’area dove si affaccia il conflitto Russia-Ucraina che tiene il mondo col fiato sospeso, può guadagnare una montagna di soldi - con rischi e costi altissimi

Alberto Quarati
2 minuti di lettura
Da sinistra: Francesco Ferrari (First P&I); Alessio Aceti (Sababa); Ivan Pitto (Liguria International); Enrico Vergani (BonelliErede); Mar Lowe (Pyramid Temi) 

Genova - Il traffico marittimo sul Mar Nero non si è fermato, e chi accetta di oltrepassare il Bosforo ed entrare nell’area dove si affaccia il conflitto Russia-Ucraina che tiene il mondo col fiato sospeso, può guadagnare una montagna di soldi - con rischi e costi altissimi. A partire dalle assicurazioni: "Oggi le aree di guerra definite dal Joint War Committee, (il comitato che riunisce le due principali corporazioni assicurative inglesi, Lma e Iua, riferimento globale per il settore, ndr) sono Ucraina, Russia e le vie d’acqua interne, il Mar d’Azov, il Mar Nero" spiega Francesco Ferrari, broker di First P&I, che ieri ha organizzato a Genova un incontro sui rischi della guerra in Ucraina insieme a Mark Lowe (Pyramid Temi, società di travel risk management) e Alessio Aceti (di Sababa, società di cybersecurity). "Una nave che si porta nell’area dello Stretto di Kerč'", il passaggio dal Mar Nero al Mar d’Azov, tra la Crimea e la Russia "paga un War Risk Surcharge di circa il 3% sul valore della nave per sette giorni. Significano 350-500 mila dollari di sovrappremio per unità. Nel Mar d’Azov il sovrappremio è del 2-4%. A Kaliningrad siamo allo 0,5% sul valore della nave" elenca Ferrari. Come si gestiscono questi prezzi? La risposta è semplice: gli armatori pagano tassi enormi perché in sostanza i noli lo consentono. Il rischio è ripagato da rate così alte che già coprono gli extra assicurativi: "Abbiamo chiesto a diverse compagnie - dice Ferrari -. La risposta è stata che il mercato è in fase di innalzamento dei tassi": tutti i P&I Club (Protection & Indemnity: il sistema di mutua assicurazione marittima che garantisce la riassicurazione nel settore) devono rimpinguare i depositi. "Ma i ritorni attesi dagli armatori sono importanti: i noli sono schizzati. La differenza si scarica sul consumatore finale" commenta Ferrari.

L’assicurazione di guerra copre rischi ingenti: per esempio copre la merce che si deteriora nella stiva di una nave sequestrata, o l’infortunio di un marittimo a bordo dovuto a un’azione armata. Rispetto al Mar Nero, c’è comunque prudenza da parte degli armatori: chi va ancora, "sono soprattutto gli armatori greci" dice Ferrari. Ma il rischio può arrivare anche dal fuoco amico delle sanzioni: sia Ferrari che Enrico Vergani dello studio legale BonelliErede sottolineano un concetto: il commercio con la Russia non è sospeso, ma è appunto soggetto a sanzioni. Se per esempio un armatore le vìola, perde l’assicurazione della nave, o della flotta nei casi più gravi: senza le coperture di base, come la responsabilità civile, non può fare più nemmeno un metro. La catena della logistica è lunga e complessa, e nei Paesi ex sovietici la proprietà, così come il confine tra Stato e privato, è molto meno netto rispetto agli ordinamenti occidentali. Il suggerimento è quindi di una due diligence, un fascicolo il più accurato possibile, di tutti gli attori coinvolti nel trasporto.

I commenti dei lettori