In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
A margine della trimestrale

“È allarme, la recessione incombe”: Maersk si prepara per la tempesta

Lo shipping segue regole tutte sue, ma che hanno coerenza, anche e soprattutto per l’importanza che il trasporto marittimo attribuisce alle previsioni. E questo è un sentimento ricambiato dagli investitori

di Simone Gallotti
2 minuti di lettura

Una nave della Maersk a Ismailia

 (reuters)

Genova – Lo shipping segue regole tutte sue, ma che hanno coerenza, anche e soprattutto per l’importanza che il trasporto marittimo attribuisce alle previsioni. E questo è un sentimento ricambiato dagli investitori.

Così Maersk, il secondo armatore al mondo, il colosso con una flotta di 715 portacontainer, annuncia un trimestre record per gli utili: nove miliardi di euro di guadagni in tre mesi. Ma non basta alla Borsa per brindare.

Anzi, le azioni della compagnia scivolano e perdono più di 5,5 punti percentuali. Il nodo sono appunto le previsioni, tutte negative. E se l’impatto sugli azionisti delle compagnie marittime interessa una breve lista di investitori internazionali, sono le conseguenze sui consumatori e sui clienti - come ad esempio le attività produttive di un Paese - a preoccupare maggiormente. E su questo Maersk, da sempre termometro e sonda per tutto il settore, è chiara: "Vediamo incombere una recessione...Da un lato, non abbiamo mai ottenuto un risultato così grande dal punto di vista finanziario, ma ogni indicatore che stiamo osservando lampeggia di rosso scuro. Chiaramente, prevediamo un rallentamento, prevediamo guadagni più bassi in futuro” ha detto Soren Skou, numero uno della compagnia danese.

E il messaggio non è di fiducia nel futuro. Non tanto e non solo per lo shipping - questo giornale aveva già anticipato la tendenza del mercato ad agosto, quando anche le grandi banche non festeggiavano l’ennesimo trimestre miliardario delle compagnie di trasporto container - ma per tutta l’economia.

Quando Maersk annuncia che le previsioni sulla domanda di trasporto container peggiorano, indica che già alla fine di quest’anno ci saranno problemi per l’economia dell’Occidente. E per quella mondiale nel suo complesso.

Da qui alla fine del 2022 la domanda calerà in un range compreso tra il 2 e il 4%, mentre sino a qualche settimana fa la finestra era tra +1% e -1%. E il trend peggiorativo continuerà ancora nel 2023.

Non solo: già ora i volumi complessivi di Maersk sono calati. Il totale segna una perdita del 7% nell’anno dei record. E per mettere una diga al previsto crollo dei noli, Maersk ha già deciso di eliminare qualche nave dai servizi.

Anzi, annuncia una riduzione sistematica già in corso da qualche tempo: sulla rotta commerciale più trafficata al mondo, quella che unisce l’Asia all’Europa, è già stata eliminata molta capacità, pari al 15% come rivelala stessa compagnia danese.

Perché la recessione è dietro l’angolo e i colli di bottiglia della logistica sono diventati più fluidi. Così altre navi saranno tolte dai servizi. Per il consumatore e per le imprese gli effetti del minore costo della logistica e del trasporto però potrebbero essere vanificati da una congiuntura economica decisamente poco favorevole, con i consumi stritolati da crisi e inflazione. E nessuno uscirebbe vincitore da questo scenario. —

I commenti dei lettori