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L’ARMATORE ALL’ATTACCO

Msc: “Con il sistema Ets rincari fino a 500 euro a container”

Dopo le perplessità espresse sulla nuova classificazione ambientale delle navi (Cii) dell’Organizzazione marittima internazionale che sarà in vigore da gennaio, l’armatore numero uno al mondo Msc comincia a fare calcoli su quanto costerà ai propri clienti l’Ets europeo

di A. Qua.
3 minuti di lettura

La "Msc Meline" nel porto di Genova-Pra' (Pambianchi - Freaklance)

 

Ginevra – Dopo le perplessità espresse sulla nuova classificazione ambientale delle navi (Cii) dell’Organizzazione marittima internazionale che sarà in vigore da gennaio, l’armatore numero uno al mondo Msc comincia a fare  calcoli su quanto costerà ai propri clienti l’altro maxi-provvedimento green in arrivo, cioè il sistema di scambio quote (Eu Ets) previsto dall’Unione europea: “Noi – fanno sapere da Msc in una nota inviata alla clientela – abbiamo soddisfatto pienamente tutti i requisiti dell'Ue Mrv (Monitoring, Reporting, Verification) fino ad oggi e rispetteremo pienamente i nuovi requisiti dell'Eu Ets, una volta che il Consiglio dell’Ue, il Parlamento europeo e la Commissione europea arriveranno un accordo sulla sua applicazione”.

Attualmente ci sono almeno due percorsi che i responsabili politici stanno prendendo in considerazione. La Commissione europea ha proposto un approccio graduale per il settore marittimo nei prossimi quattro anni, a partire dal 1 gennaio 2023.

Nel frattempo, il Parlamento ha raccomandato un'applicazione al 100% fin dall'inizio. La data di inizio per l’avvio di questo sistema deve ancora essere determinata, perché l'iter legislativo è ancora in corso.

COS’E’ L’ETS?
L’Ers, o Emissions Trading System, in genere fissa un limite al numero di emissioni che possono essere prodotte da vari settori produrre. Ciò può includere fabbriche, attività commerciali o centrali elettriche.

Con l'obiettivo di incentivare gli sforzi di decarbonizzazione, l'Ue Ets richiede alle aziende di ottenere permessi che equivalgano alle quote delle loro emissioni al di sopra del tetto massimo fissato entro la fine dell'anno. Il prezzo di queste quote può variare a seconda dei fattori della domanda e dell'offerta.

COME SARA’ APPLICATO L’ETS AL TRASPORTO MARITTIMO?
L'estensione del sistema esistente al trasporto marittimo includerebbe tutte le emissioni delle navi che fanno scalo in un porto dell'Ue, viaggi all'interno dell'Ue (intra-Ue) nonché il 50% delle emissioni dei viaggi che iniziano o terminano al di fuori dell'Ue (viaggi extra Ue) e tutte le emissioni che si verificano quando le navi sono ormeggiate nei porti dell’Unione.

Un'altra proposta in sospeso e in discussione tra le istituzioni dell'Ue estenderebbe l'ambito geografico dell'area di comunicazione delle emissioni ai porti entro 300 miglia nautiche dalle acque dell'Unione europea. Come fanno oggi altre industrie, Msc e le altre compagnie di navigazione acquisterebbero e cederebbero le quote di emissione Ets, per ogni tonnellata anidride carbonica emessa.

COSTI PIU’ ELEVATI
Se l'Ue dovesse attuare pienamente i suoi piani, la Msc prevede costi operativi più elevati per essere conforme. “Abbiamo quindi intenzione di trasferire il costo di questa conformità, come abbiamo fatto in passato con altre forme di costi normativi ambientali – dicono dalla compagnia ginevrina -. Questo dipenderà dal prezzo delle quote Ets e da quale sarà il grado di progressivo coinvolgimento del settore marittimo nell'arco dei prossimi anni: un passo alla volta, oppure 100% dal primo giorno”.

La Msc eseguirà i calcoli a partire dal giorno in cui il sistema sarà introdotto dall'Ue e li esaminerà mensilmente, sulla base di un indice pubblico di riferimento per i prezzi delle quote. Ogni attività commerciale, compresa una serie di servizi della Msc, avrà la propria struttura tariffaria per il carico in entrata e in uscita per compensare i nuovi costi derivanti dalla necessità di acquisire le quote Ets.

ESEMPI DI COSTI DI CONFORMITA’
A titolo di esempio, sulla base di un prezzo delle quote di 90 euro per tonnellata di CO2 applicato con un obbligo del 100%, la compagnia prevede di aggiungere un costo sul trasporto di container dall'Estremo Oriente al Nord Europa di 69 euro per teu per i container e di 208 euro per feu per ogni container refrigerato. Dall'Europa settentrionale all'Asia, il costo sarebbe di 37 euro per teu secco e 110 euro per feu reefer, e 69 euro per teu, 208 per feu reefer sulla rotta inversa.

Salati i rincari per il trasporto di container nel Mediterraneo: sulla rotta Nord/Sud Europa-Grecia/Turchia l’incremento è di 167 euro per teu e 500 per feu reefer; nei traffici intramediterranei l’incremento sarà di 78 euro per teu e 233 per feu reefer: "Stiamo monitorando da vicino la situazione – dicono dalla Msc – mentre le normative proposte procedono attraverso meccanismi legislativi appropriati all'interno del quadro normativo dell'Ue, e forniremo aggiornamenti di conseguenza”.

“NOI COMUNQUE ANDIAMO VERSO LE EMISSIONI ZERO”
”Indipendentemente dagli sviluppi intorno all'Ets dell'Ue – conclude la nota inviata ai cliente da Msc - noi continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di arrivare zero netto in termini di emissioni di CO2 in tutta la sua flotta oceanica entro il 2050 e continuiamo a compiere progressi verso questo obiettivo attraverso l'adozione di misure di progettazione e tecnologia che stimolino efficienza in tutta la flotta, nelle navi esistenti di nuova costruzione e retrofittate; l’ottimizzazione del viaggio della nave per ridurre al minimo le emissioni; il maggiore utilizzo di combustibili transitori a basse emissioni di carbonio; e la futura adozione di combustibili alternativi, una volta che questi saranno disponibili su larga scala, che ci consentiranno di operare navi a zero emissioni nette”.
 

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