Fincantieri, lo stabilimento di Riva Trigoso diventa un caso politico

Genova - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che hanno visto un serrato botta e risposta tra Fincantieri, sindacati e politica locale intorno allo stabilimento di Riva Trigoso, ieri il gruppo navalmeccanico ha lanciato l’allarme sul rischio di dissesto idrogeologico.

di Alberto Quarati

Genova - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che hanno visto un serrato botta e risposta tra Fincantieri, sindacati e politica locale intorno allo stabilimento di Riva Trigoso, ieri il gruppo navalmeccanico ha lanciato l’allarme sul rischio di dissesto idrogeologico che interessa parte dell’area su cui sorge il sito - che impiega 800 persone cui se ne aggiungono 1.200 di indotto - e su cui però non ha diretta competenza. La polemica, che si è sviluppata sulle pagine Levante del Secolo XIX, ha visto un’iniziale denuncia della Fiom sulla situazione di un dipendente licenziato e di alcuni disagi patiti dai lavoratori nello stabilimento (mensa, spogliatoi, acqua) cui Fincantieri ha replicato, nell’articolo e poi con una lettera, alla fine della quale era ventilato un ripensamento «della nostra presenza sul territorio». Dichiarazioni che hanno messo in guardia la sindaca di Sestri Levante (di cui Riva è frazione) Valentina Ghio (Pd) che le ha considerate «ingiustificate rispetto alle questioni poste» ma dichiarandosi disponibile a cercare soluzioni condivise.

Claudio Muzio, consigliere di Forza Italia in Regione, annuncia per domani un’iniziativa perché a fare chiarezza sulla questione sia il governatore Giovanni Toti, che però già ieri gettava acqua sul fuoco: «Solo pochi giorni fa abbiamo incontrato Fincantieri per ragionare del rafforzamento dell’azienda in Liguria e non certo di una riduzione del suo impegno sul territorio. Presto ci saranno altri incontri per definire gli straordinari piani di investimenti legati allo sviluppo dell’azienda» aggiungendo come siano le stesse prospettive di mercato, oggi in forte crescita, a suggerire l’impossibilità di una riduzione della presenza del gruppo. «Ci conforta l’atteggiamento costruttivo del presidente Toti, che ha ribadito il suo e il nostro impegno per il rafforzamento della prima industria della Liguria» rispondono da Fincantieri, escludendo indirettamente un disimpegno da Riva, ma lanciando la palla avanti: «Ci limitiamo a chiedere alla sindaca Ghio, al consigliere Muzio, alla politica locale e al sindacato, che tanto hanno cuore le sorti dello stabilimento, perché invece di alimentare sterili polemiche, non si preoccupano di questioni più serie e urgenti e di propria competenza, come quella della messa in sicurezza del cantiere di Riva Trigoso minacciato da pericolosi fenomeni idrogeologici e della conseguente salvaguardia dei suoi lavoratori».

Il sito, sostengono alla Fincantieri «è esposto a mareggiate che hanno già causato ingenti danni. A seguito degli eventi meteo-marini che hanno interessato lo stabilimento negli ultimi anni, è evidente che la situazione su tutte le aree interessate dal moto ondoso presenta potenziali rischi per la sicurezza e l’incolumità di personale, indotto, residenti, turisti e bagnanti che transitano nelle zone limitrofe. Solo nell’ultimo anno ciò ha causato alcuni dissesti strutturali all’interno del cantiere, tutti riconducibili all’erosione del terreno da parte del mare e che avrebbero potuto causare incidenti gravi che solo la mancata presenza di operatori nell’area ha potuto scongiurare». «Confidiamo - concludono da Fincantieri - che sindacati e politica, che in virtù del loro ruolo vigilano sicurezza e tutela dei luoghi di lavoro, facciano la propria parte: non è la prima volta che partecipiamo le nostre preoccupazioni sulla necessità di procedere quanto prima con interventi mirati, non di competenza Fincantieri, per la messa in sicurezza del cantiere di Riva».

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