Si fermano anche i cantieri di Saint Nazaire

Monfalcone - Sotto la pressione di sindacati e dipendenti, la direzione dei Chantiers de l'Atlantique ha deciso di sospendere gran parte delle attività lavorative

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Sotto la pressione di sindacati e dipendenti, la direzione dei Chantiers de l'Atlantique ha deciso di sospendere gran parte delle attività lavorative. Tutte le officine sono state chiuse, incluso lo stabilimento dedicato alla costruzione delle sottostazioni elettriche.

Per quanto riguarda il personale impegnato a bordo delle navi in costruzione/allestimento la scelta è stata lasciata ai dipendenti se lavorare o meno. Queste misure integrano quelle già operative dallo scorso fine settimana per favorire il telelavoro ove possibile. Questo è il caso, ad esempio, degli uffici amministrativi e di progettazione, dove molti colletti bianchi sono già all’opera dalle proprie abitazioni.

Le nuove disposizioni saranno valide fino alla fine della settimana, poi ci sarà un nuovo incontro con i rappresentanti del personale per definire il da farsi; certo è che anche a Saint Nazaire la tensione è alta con i sindacati che hanno più volte ricordato alla direzione l’esempio dell’italiana Fincantieri che ha fermato tutti i siti del gruppo a partire da lunedì.

Oltre alla possibilità del telelavoro, i dirigenti del cantiere aveva tuttavia annunciato il rafforzamento delle misure di protezione a bordo delle navi in costruzione e nelle officine.

Queste disposizioni però non avevano convinto le rappresentanze sindacali che hanno sostenuto che lavorare in spazi ristretti non è compatibile con il contenimento dell'epidemia di coronavirus. Attualmente in riva alla Loira sono operative circa 8.000 persone, 3.000 dipendenti diretti e 5.000 operai delle ditte dell’appalto. Così i rappresentanti dei dipendenti hanno chiesto al consiglio di fabbrica di martedì la chiusura temporanea del sito industriale.

Successivamente le maestranze hanno bloccato la produzione per forzare una decisione a seguito anche delle nuove misure di contenimento annunciate dal governo francese.

Nel frattempo si è anche registrato un esodo volontario dei dipendenti stranieri dell’appalto verso i propri Paesi d’origine, anche se la chiusura totale o parziale delle varie frontiere ha creato non pochi problemi a chi ha tentato la fuga da Saint Nazaire: «A nostro avviso, solo la chiusura completa del sito è la misura adatta per proteggere la salute dei lavoratori, diretti o indiretti. Chiediamo al governo, che è il nostro azionista di maggioranza con l'83% (in attesa che si definisca l’operazione con Fincantieri), di intraprendere l'unica azione necessaria: la chiusura del sito. Chiediamo che venga concessa la disoccupazione parziale, come misura eccezionale, in modo che i dipendenti non debbano prendere ferie per la prossima settimana come suggerisce la nostra direzione» dichiarano dal sindacato Force Ouvrière. L'epidemia ha colpito il cantiere in un momento apicale per il carico di lavoro. Questo fine settimana doveva venir consegnata "Celebrity Apex" (130 mila tonnellate di stazza lorda) a Celebrity Cruises.

Era ormai a bordo l’equipaggio al completo (1.500 persone), ma a causa del collasso del mercato crocieristico a livello mondiale, l’armatore non avrà molta fretta di far partire la nave e probabilmente posticiperà il tutto.

Inoltre in allestimento si trova "Msc Virtuosa" (181 mila tsl) di Msc Crociere e in costruzione in bacino Wonder of the Seas (231 mila tsl) di Royal Caribbean International. Altre due navi invece si trovano in lavorazione a terra nelle officine, parliamo di "Celebrity Beyond" (140 mila tsl) e "Msc Europa" (205 mila tsl). Questa inaspettata crisi avrà probabilmente conseguenze sulla futura programmazione delle consegne.

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