Il governo blinda le commesse Fincantieri. E i sauditi entrano in Carnival / FOCUS

Sono garantite dallo Stato - si leggeva ieri mattina nella bozza, che così è uscita da Palazzo Chigi - una serie di operazioni già deliberate e ulteriori operazioni deliberate da Sace l’agenzia italiana per il credito all’esportazione

Il cantiere di Sestri Ponente

di Alberto Quarati

Roma - Con il decreto Liquidità approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri sono riuniti sotto un unico cappello gli iter per le garanzie alla costruzione per armatori esteri di 13 navi da parte di Fincantieri, con consegne tra 2023 e 2026, per un valore oltre sette miliardi di euro. Sono garantite dallo Stato - si leggeva ieri mattina nella bozza, che così è uscita da Palazzo Chigi - una serie di operazioni già deliberate e ulteriori operazioni deliberate da Sace l’agenzia italiana per il credito all’esportazione, controllata da Cassa depositi e prestiti (che è anche azionista di maggioranza di Fincantieri) entro la data di entrata in vigore del decreto. Le operazioni riguardano quattro navi da crociera per la compagnia svizzera Msc, cui si aggiunge il costo per l’installazione dello scrubber sulla nave “Magnifica”. Da Sace anche la copertura per una nave del gruppo Carnival (lato holding inglese), altre quattro navi per la compagnia Viking alle Bermuda; e tre unità per la statunitense Ncl.

A parte il catalizzatore della “Magnifica”, tutte le operazioni hanno un valore unitario che varia da poco sopra i 400 milioni a poco sopra 900 milioni. Va detto che Sace da tempo concede a Fincantieri garanzie miliardarie tramite credito all’export per le sue commesse di navi da crociera, e lo stesso meccanismo viene applicato in Francia e Germania. Il fattore innovativo è la luce verde per tutte le operazioni a fronte di iter solitamente piuttosto complessi, in un inedito momento di debolezza per l’industria delle crociere, oggi ferma a livello globale per colpa del coronavirus, ma considerata strategica dai governi europei. Indicativo in questo senso l’andamento del titolo a Wall Street di Carnival, il maggiore gruppo crociersitico globale, che rispetto ad aprile 2019 vale l’83% in meno. C’è già chi ne approfitta: il fondo sovrano dell’Arabia Saudita ha rastrellato azioni del gruppo Usa fino a diventarne il terzo maggiore azionista, con l’8,3%. —

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