Crisi delle crociere, soccorso pubblico: moratoria sulle rate delle navi in cantiere

Genova - Lo anticipa Norbert Brackmann, coordinatore dell'Industria marittima presso il ministero tedesco dell'Economia. L'accordo è tra i maggiori Paesi europei produttori di navi da crociera

di A. Qua.

Genova - Secondo quanto anticipato da Norbert Brackmann, coordinatore dell'Industria marittima presso il ministero tedesco dell'Economia, i maggiori Paesi europei produttori di navi da crociera (Italia, Germania, Francia, Norvegia, Finlandia) hanno raggiunto un accordo per salvaguardare le compagnie di navigazione del settore, che per effetto della pandemia da coronavirus hanno fermato le navi fino a tarda primavera e oltre, annullando i viaggi e bruciando ogni giorno cassa per mantenere operative le unità, benché al minimo livello garantito.

La mossa concordata dai governi consisterebbe in una moratoria di un anno, a richiesta dell'armatore, sul pagamento delle rate per la costruzione delle navi attualmente in cantiere, garantite - in Italia è il caso della Sace-Simest, ma negli altri Paesi il meccanismo è simile - dalle agenzie pubbliche di assicurazione del credito all'esportazione.

Globalmente, oggi sono in ordine 114 navi da crociera da qui al 2027, per un valore di 65 miliardi di dollari, quasi tutti concentrati sui cantieri europei.

Dilazionare di un anno i pagamenti per la costruzione di unità da crociera, per un comparto oggi considerato tra i più a rischio del turismo e la cui ripresa gli esperti non prevedono prima del 2022, consentirebbe alle compagnie di recuperare parte delle perdite dei prossimi 24 mesi, e soprattutto - ha spiegato Brackmann - a ridurre il rischio di inadempimento di queste società nei confronti degli Stati, che attraverso i loro strumenti di garanzia anticipano somme ingenti per gli armatori (il costo di costruzione grosso modo di una nave varia da 200 a 900 milioni di euro).

Il discorso riguarda in gran parte l'Italia, perché tre dei quattro maggiori gruppi crocieristici globali costruiscono presso la Fincantieri (Carnival, Ncl, Msc) che è il maggior produttore in questo segmento della navalmeccanica, sin qui considerato il più redditizio di questa industria.

La stessa Fincantieri inoltre controlla la Vard, con impianti in Norvegia specializzati, proprio per volontà del gruppo di Trieste, nella realizzazione di navi da crociera "expedition" ma anche con strutture nel Mar Nero che operano in forma integrata con i cantieri italiani.

La questione è ugualmente importante anche per i cantieri francesi di Saint Nazaire, apprezzati da sempre da Royal Caribbean, Msc e Ncl così come per il gruppo tedesco Meyer Werft, con strutture in Germania e Finlandia, e con Royal, Ncl e Carnival tra i maggiori clienti: "Stiamo fornendo - ha spiegato Brackmann - aiuti sul fronte della liquidità per le compagnie di navigazione da crociera, stabilizzando così le relazioni commerciali di lunga data dei cantieri navali europei nell'attuale situazione di crisi". Azioni per Brackmann "urgentemente necessarie, perché il settore delle crociere era arrivato quasi a un punto morto a causa della pandemia da coronavirus".

Secondo il ministero tedesco dell'Economia, la sola Germania ha assicurato obblighi di pagamento per il finanziamento di navi da crociera costruite nel Paese per un importo di 25 miliardi di euro.

In Italia, Fincantieri conferma la presenza dell'accordo tra Paesi su questo strumento, ma sulla sua struttura la Sace per il momento non fa commenti. Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX-The MediTelegraph, il testo della normativa in materia è in effetti ancora in fase di scrittura. Si stima che le garanzie dello Stato italiano sui finanziamenti concessi delle compagnie di navigazione ammontino a circa 24 miliardi.

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