A Naviris la fattibilità per l'ammodernamento dei caccia Orizzonte

Genova - Naviris, la società paritetica tra Fincantieri e Naval Group si è aggiudicata il contratto per lo studio di fattibilità destinato all’ammodernamento di mezza vita dei caccia lanciamissili per la difesa aerea tipo Orizzonte in servizio con le Marine francese e italiana. L’assegnazione del contratto da parte dell’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in Materia di Armamenti (Occar) in ambito europeo

di Luca Peruzzi

Genova - Naviris, la società paritetica tra Fincantieri e Naval Group si è aggiudicata il contratto per lo studio di fattibilità destinato all’ammodernamento di mezza vita dei caccia lanciamissili per la difesa aerea tipo Orizzonte in servizio con le Marine francese e italiana. L’assegnazione del contratto da parte dell’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in Materia di Armamenti (Occar) in ambito europeo, la cui firma si è tenuta a Roma e ha visto il coinvolgimento del direttore di Occar, l’ammiraglio in congedo Matteo Bisceglia, l'amministratore delegato di Naviris, Claude Centofanti ed Enrico Bonetti, direttore operativo della medesima joint venture, rappresenta una tappa fondamentale e storica nello sviluppo delle attività di Naviris.

Quale secondo contratto assegnato alla jv italo-francese - il primo ha riguardato cinque programmi di ricerca e sviluppo tecnologico nel settore del naviglio militare di ultima generazione -, quest’ultimo riguarda lo studio di fattibilità propedeutico al programma per l’ammodernamento di mezza vita dei caccia lanciamissili per la difesa aerea tipo Orizzonte, che nel passato hanno costituito il primo programma congiunto fra i due Paesi, dicasteri della Difesa, Marine militari e industrie nel settore navale e della difesa. A quest’ultimo ha fatto seguito il programma per lo sviluppo e costruzione delle fregate europee multi-missione (Fremm), che viene gestito dall’agenzia Occar. Secondo quanto risulta al Secolo XIX-the MediTelegraph, lo studio di fattibilità della durata di 12 mesi, mira a identificare e analizzare le modifiche da apportare sulle unità navali in questione al fine di mantenerne e dove necessario incrementare le capacità e prestazioni fino alla fine della loro vita operativa.

In particolare, secondo fonti qualificate vicine al programma, lo studio di fattibilità ha l'obiettivo primario di mantenere un elevato livello di comunanza nella configurazione delle navi al fine di sfruttare i vantaggi della cooperazione mentre per quanto riguarda le capacità del sistema di combattimento, l’attività si concentrerà primariamente sull'aggiornamento di quelle di difesa aerea, sulla base degli scenari operativi e minacce aeree e missilistiche future, che non possono prescindere da quelle contro i missili balistici e di nuova concezione. Lo studio ha inoltre l'obiettivo di identificare le apparecchiature di piattaforma e del sistema di combattimento che per motivi di obsolescenza e sviluppo tecnologico potranno e dovranno essere rimpiazzate per soddisfare i requisiti delle due Marine. Infine, verranno portati a termine gli studi per la gestione dei costi legati alla vita operativa della nave, evidenziando l’impatto dell’aggiornamento sui relativi costi di supporto manutentivo-logistico.

Naviris opererà in stretta collaborazione con i suoi partner industriali, rappresentati dalle società madri Fincantieri e Naval Group, i gruppi Leonardo, Thales e Mbda, oltre alle jv Eurosam e Sigen. Queste ultime comprendono rispettivamente Mbda e Thales da una parte per la famiglia del sistema missilistico per la difesa aerea Aster ed Elettronica e Thales dall’altro per i sistemi destinati alla guerra elettronica installati a bordo delle quattro unità. Il coordinamento sinergico da parte di Naviris dei sette partner industriali consentirà di razionalizzare la gestione delle navi sotto il profilo della prestazione e della manutenzione e di raggiungere il risultato finale nei tempi previsti e attraverso un lavoro di squadra molto efficiente.

Allo studio di fattibilità, secondo quanto risulta al Secolo XIX-the MediTelegraph, seguirà una fase di riduzione dei rischi, seguita da quella vera e propria attività di sviluppo del programma sulla base dell’aggiudicazione del contratto finale per arrivare alle attività d’ammodernamento delle navi, che dovrebbe portare la prima unità italiana ai lavori nel 2025, seguita dalle gemelle delle due Marine: “Siamo molto orgogliosi per questo contratto e vogliamo ringraziare non solo Occar, ma anche SegreDifesa e la Direzione Generale degli Armamenti francese per la stretta collaborazione italo-francese che ha permesso di arrivare a questo risultato in tempi ragionevolmente brevi, seppur in un periodo complesso per l’organizzazione del lavoro di gruppo. La forza dell’alleanza tra Fincantieri e Naval Group è stata rimarcata recentemente dai ministri della Difesa dei nostri due Paesi e questo rappresenta per noi motivo di estrema soddisfazione”, hanno dichiarato Giuseppe Bono e Claude Centofanti, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Naviris.

 

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