Ecco dove sono finite le prime navi da crociera costruite da Fincantieri / FOCUS

Monfalcone - Il 26 giugno del 1990 la prima "Crown Princess" lasciava definitivamente il cantiere di Monfalcone per dirigersi a Trieste dove il successivo 29 giugno sarebbe avvenuta la cerimonia di consegna a Princess Cruises

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Il 26 giugno del 1990 la prima "Crown Princess" lasciava definitivamente il cantiere di Monfalcone per dirigersi a Trieste dove il successivo 29 giugno sarebbe avvenuta la cerimonia di consegna a Princess Cruises. Seguiva a ruota l’anno successivo la consegna della gemella "Regal Princess". Iniziava così 30 anni fa l’epopea di Fincantieri nel prestigioso settore della costruzione delle navi da crociera; proprio pochi giorni fa è stato festeggiato l’importante traguardo delle cento navi completate dall’azienda triestina. E anche questo traguardo è stato tagliato da una principessa, in questo caso la nuovissima "Enchanted Princess".

Oggi però a distanza di trent’anni il destino di quelle prime due storiche navi è assai incerto e quella che dovrebbe essere una onorata vecchiaia operativa potrebbe diventare un triste e lungo declino. Oggi la prima “Crown”, dopo diversi cambi di nome, si chiama "Karnika" ed è di proprietà di Jalesh Cruises che la impiegava sul mercato indiano. Attualmente, come il resto della flotta mondiale, si trova in disarmo "tiepido" ed è ferma all’ancora nella baia di Mumbai. Purtroppo i suoi proprietari hanno dichiarato di non essere in grado di riavviare le operazione in quanto i porti in India non hanno fornito una data entro la quale le navi da crociera potranno riprendere l’attività passeggeri.

Infatti nel gigante asiatico la pandemia in corso sembra fuori controllo. La compagnia ha anche detto che ci sono debiti crescenti e ha fatto appello a varie autorità governative in India per assistenza e per fornire carburante, energia e forniture di base ai 60 membri dell'equipaggio che si trovano sulla nave senza stipendio. Quindi per Jalesh Cruises si preannuncia una triste fine viste queste gravi difficoltà economiche. Questo marchio, nato nel 2019 e che operava con una sola nave, aveva grosse prospettive di crescita per il futuro sul mercato indiano. All’inizio della scorso agosto, quando la situazione non era ancora così critica, la compagnia aveva annunciato che le crociere di "Karnika" sarebbero ripartite il 6 novembre con tampone per tutti i passeggeri.

Purtroppo questi piani sono andati in fumo, e ora la nave rischia di marcire a causa della mancanza di manutenzione e rifornimenti. Cosa sta succedendo invece in questi mesi alla prima "Regal Princess"? Dopo aver navigato con i colori di P&O Cruises Australia a partire dal 2007 con il nome di "Pacific Dawn", doveva passare l’anno prossimo a Cruise & Maritime Voyages con il nuovo nome di "Amy Johnson". Cmv non ha retto alla crisi del settore a seguito del fermo delle flotte dello scorso marzo e quindi è stata costretta a chiudere i battenti. Così Carnival Corporation ha dovuto cercare un nuovo acquirente e pare che l’abbia trovato. Questo dovrebbe essere Chad Elwartowski, numero uno della Ocean Builders, che tra le altre cose sta sviluppando progetti di case galleggianti.

Avrebbe trovato così una nuova vita come comunità galleggiante ancorata permanentemente nel Golfo di Panama con il nome di "Satoshi". Ocean Builders, in collaborazione con la Columbia Cruise Services che si occuperà della gestione tecnica, dovrebbe prendere in consegna la nave il prossimo 4 novembre.Già il giorno successivo inizierà la vendita delle prime 200 cabine: il prezzo è indicativamente compreso tra i 25 mila e i 50 mila dollari. Saranno messe in vendita un totale di 777 stanze, per un’occupazione complessiva di 2.020 persone. Ricordiamo che Elwartowski è un imprenditore americano specializzato in trade con Bitcoin, ma è anche noto per essere stato un pioniere all’interno di un movimento chiamato Seasteading: il concetto alla base della sua “filosofia” è la creazione di alloggi permanenti in mare al di fuori dei territori su cui c’è un governo legittimato dal diritto internazionale. «Il nostro obiettivo è capire come vivere in modo sostenibile sul mare e aprire nuovi varchi in questa nuova frontiera». Si prospettano quindi degli ultimi anni davvero singolari per la vecchia principessa monfalconese.

(Credito: Twitter)

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