Carnival, via alla nave made in Shanghai

Shanghai - In Asia le macchine vanno avanti tutta. Anche quelle dei cantieri navali che Pechino ha scelto come culla per la prossima flotta cinese di navi da crociera. È il colosso Cssc a costruire le unità made in China, ma sono gli italiani - con Fincantieri - a insegnare loro come si fa

di Simone Gallotti

Shanghai - In Asia le macchine vanno avanti tutta. Anche quelle dei cantieri navali che Pechino ha scelto come culla per la prossima flotta cinese di navi da crociera. È il colosso Cssc a costruire le unità made in China, ma sono gli italiani - con Fincantieri - a insegnare loro come si fa. Così ieri a Shanghai sono cominciati i lavori in bacino con la cerimonia della moneta, della prima nave da crociera che Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding sta costruendo per Cssc Carnival Cruise Shipping, la joint venture tra il gruppo americano Carnival e Cssc che si occuperà anche di gestire l’unità.

La nuova nave sarà consegnata nel 2023 e ospiterà a bordo circa 4.250 passeggeri con più di 1.400 membri di equipaggio: «Sarà la prima nave da crociera realizzata in Cina per il mercato cinese» fa notare Fincantieri che per questa alleanza non sempre è stata applaudita: anzi, nel matrimonio con i francesi degli Chantiers de l’Atlantique, l’asse con Pechino non era ben vista da Parigi: «Il design di bordo sarà appositamente personalizzato secondo i gusti specifici dei clienti cinesi» dice ancora il gruppo italiano che annuncia anche di aver firmato a Shanghai un nuovo contratto: Marine Interiors, controllata di Fincantieri, realizzerà circa 2.800 cabine destinate alla prima unità del programma, «a dimostrazione della validità della vision iniziale di Fincantieri di presidiare e valorizzare la catena di fornitura». Il coinvolgimento di Marine Interiors «avrà ricadute positive per il territorio italiano, in cui è radicata l’azienda, attraverso la fornitura di materiali e componenti che saranno successivamente installati in Cina, con la supervisione di Fincantieri China». «È un ottimo segnale per l’industria cruise in Cina» ha detto l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono che ieri è stato ascoltato anche in commissione Difesa alla Camera, affrontando i problemi del mercato: «Abbiamo visto che uno dei settori più colpiti è stato quello delle crociere, ma al momento non abbiamo avuto una cancellazione di ordini - ha detto l’ad -. Abbiamo rallentato le consegne, però nel ’21-’22 riprenderà l’attività delle crociere e noi possiamo dimostrare di avere un carico lavoro che ci porta a occupare i cantieri fino al ’27-’28».

Il numero uno del gruppo ha anche ammesso che ora Fincantieri punta sul militare: «Anche per controbilanciare la riduzione dell’attività delle crociere, abbiamo incrementato la nostra politica di acquisizione nel settore militare, dove abbiamo successi importanti per il Paese anche dal punto di vista geopolitico». In questo quadro che Bono si muove per arrivare ad altri clienti in cerca di nuove navi da guerra. Dopo il via libera alla problematica vendita delle Fremm all’Egitto, Bono ha ammesso «anche altre trattative» e spiegato che «Castellammare e Palermo devono mantenere la loro capacità» per assicurare lavoro.

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