Massolo (Fincantieri): "Possiamo essere un importante partner tecnologico degli Emirati"

"La mia azienda ha creduto sin dall'inizio nell'Expo e ha puntato sull'immagine della navigazione: con questi scafi abbiamo voluto sottolineare questa Italia in marcia, che si muove e che è all'altezza dei tempi"

Dubai - «L'Expo di Dubai è un'occasione per l'imprenditoria italiana di mostrarsi al suo meglio. E credo che il complesso delle nostre aziende che si affaccia non solo sul mercato emiratino, ma sul mercato mondiale attraverso l'Expo, siano assolutamente all'altezza della sfida» del tema scelto per questa edizione, «un mondo migliore, il mondo del futuro, un mondo più sostenibile». Lo sostiene Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri, uno dei principali sponsor dell'Expo di Dubai, in un'intervista all'Ansa a margine dell'inaugurazione del padiglione italiano, ricoperto da tre scafi costruiti proprio da Fincantieri.

«La mia azienda ha creduto sin dall'inizio nell'Expo e ha puntato sull'immagine della navigazione: con questi scafi abbiamo voluto sottolineare questa Italia in marcia, che si muove e che è all'altezza dei tempi. Credo che da parte emiratina vi sia un'apertura nei confronti delle aziende italiane, un'esigenza di fare del lavoro insieme, e credo che l'Italia possa essere un importante partner tecnologico degli Emirati», aggiunge l'ambasciatore. Sul piano regionale, dopo l'accordo in Libia per un governo di unità nazionale, è cambiato il ruolo degli Emirati, sostenitori della prima ora del generale Khalifa Haftar contro l'allora esecutivo di Fayez al Sarraj. «L'Expo è un'occasione di incontro e come tale di conciliazione di posizioni. Ci sembra di scorgere da parte di Paesi che prima prendevano le parti degli uni o degli altri - afferma Massolo - un atteggiamento in qualche modo sinergico alla sforzo della comunità internazionale per la Libia. L'Italia ha il ruolo di dover di mettere attorno a un tavolo i Paesi interessati alla futura Libia, per evitare che chi è ancora intenzionato a destabilizzare la situazione possa mettere in atto i suoi propositi».

Anche gli Accordi di Abramo tra Emirati, Israele e Usa hanno rappresentato un «game changer nella regione, portando un effetto stabilizzante», prosegue l'ambasciatore, presidente dell'Ispi. Gli accordi siglati l'estate scorsa «rendono infatti la sicurezza di Israele meno dipendente da situazioni di conflitto e più dipendente dalla collaborazione, portano una certa chiarezza nella regione e potenzialmente forniscono al presidente Biden una base per rinegoziare con l'Iran l'accordo Jpcoa su delle basi che siano comprensive della questione nucleare, ma anche delle questioni regionali e dei missili iraniani».

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