Fincantieri vuole Oto Melara. Pronta l’offerta per Leonardo

A un passo l’operazione per consolidare le sinergie del Gruppo nel settore militare 

di Matteo Dell'Antico

Genova - La trattativa, per quanto ancora nelle sue fasi iniziali, è andata avanti pure in questi giorni d’agosto. E tiene banco nelle stanze dei bottoni ormai da alcune settimane, oltre che nelle sedi di due tra le principali aziende pubbliche italiane. Fincantieri, gruppo leader nel settore della navalmeccanica sia militare che civile, potrebbe entro la fine dell’anno effettuare un’offerta per acquistare la ex Oto Melara, storica azienda fondata alla Spezia le cui attività sono confluite da qualche anno nella divisione Sistemi di difesa di Leonardo.

Se le attuali valutazioni si concretizzeranno in un tentativo d’acquisto vero e proprio è però ancora presto per dirlo, anche se quel che appare evidente è l’obiettivo che si cela dietro a un’eventuale operazione di questo tipo. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono è leader nella realizzazione di navi militari di piccole, medie e grandi dimensioni che vengono commissionate a Fincantieri non solo dalla Marina militare italiana ma dai governi di mezzo mondo. La ex Oto Melara, che conta oggi poco più di mille dipendenti di cui circa 900 alla Spezia e il resto a Brescia, è attiva nel campo della difesa e il suo prodotto di maggiore successo è il cannone navale da 76/62 mm venduto a 54 marine militari del mondo. Dietro a una possibile operazione di questo tipo, dunque, ci sarebbe la volontà di realizzare un’evidente sinergia nel settore della difesa in un territorio, la Liguria, che per Fincantieri già rappresenta da anni l’area di riferimento per il proprio business militare: il gruppo navalmeccanico, infatti, alla Spezia controlla lo stabilimento del Muggiano, a poca distanza c’è il cantiere di Riva Trigoso e a Genova ha sede la Divisione navi militari.

Secondo fonti vicine al dossier, l’interesse di Fincantieri per la realtà spezzina - che era stata accostata al gruppo navale già ai tempi della vecchia Finmeccanica e quindi prima della nascita di Leonardo - riguarderebbe anche le competenze nel segmento sistemistico della ex Oto Melara che se acquistate rafforzerebbero il ruolo di Fincantieri nel mercato militare internazionale.

D’altra parte Fincantieri già da tempo collabora con la ex Oto Melara: qualche anno fa è stato firmato un accordo di collaborazione nel settore delle costruzioni navali militari tra il gruppo navalmeccanico e l’allora Finmeccanica, con l’obiettivo di aumentare la competitività sui mercati nazionali ed esteri attraverso una più efficace offerta integrata dei prodotti delle due società, tra cui quelli della ex Oto Melara. In passato si è discusso pure di una possibile fusione tra Fincantieri e Leonardo (che ora sta cercando un partner anche in grado di rilevare nel tempo la propria Business Unit Automazione di Genova): l’operazione non ha mai avuto sviluppi concreti anche perché oltre il 50% dei ricavi di Fincantieri sono sempre arrivati dal business delle navi da crociera.

Con il Covid, però, il settore delle navi passeggeri ha subito un crollo e una possibile offerta da parte del gruppo navalmeccanico per acquistare la ex Oto Melara potrebbe significare la volontà da parte di Bono di spingere sul militare. Il dossier, in ogni caso, sarà valutato direttamente dal ministero dell'Economia e delle finanze che oltre ad essere il maggiore azionista di Leonardo controlla Fincantieri attraverso Cassa depositi e prestiti.

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